Climate change protest in Germany Sascha Svhuermann/Getty Images

Fermare gli investimenti “sporchi”

GINEVRA – Le soluzioni alle crisi climatiche sono spesso associate alle grandi conferenze e, per questo motivo, le prossime due settimane dovrebbero portare con sé molte “risposte”. Circa ventimila delegati sono confluiti a Bonn, in Germania, per l’ultima tornata dei colloqui sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite.

I colloqui di Bonn dovrebbero avere come tema centrale l’attuazione dell’accordo di Parigi sul clima, obiettivo per raggiungere il quale la strada da intraprendere è ormai nota. L’unico modo per contenere l’aumento delle temperature globali entro il limite fissato a Parigi – “ben al di sotto di 2°C” rispetto ai livelli pre-industriali – è distogliere capitali dai combustibili fossili per indirizzarli verso progetti a zero emissioni di anidride carbonica. Per fare ciò, occorre cambiare il modo di gestire gli investimenti energetici a livello globale.    

Attualmente, sono gli stessi governi che si proclamano leader nella lotta contro il cambiamento climatico a sostenere e proteggere investimenti finalizzati alla prospezione, l’estrazione e il trasporto dei combustibili fossili. Anziché investire in soluzioni abitative efficienti sotto il profilo energetico, mobilità a zero emissioni, energie rinnovabili e metodi per un miglior utilizzo del suolo, questi governi dicono una cosa, ma continuano a farne un’altra.

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