A girl seriously affected with cholera Albert Gonzalez Farran/Getty Images

Un piano d’azione per eliminare il colera

GINEVRA – “Dove avete il gabinetto?” Questa è spesso la prima domanda che faccio quando visito un luogo del mondo colpito da un’epidemia di colera. Il più delle volte, mi viene risposto “Non ce l’abbiamo. Andiamo dove capita”.

The Year Ahead 2018

The world’s leading thinkers and policymakers examine what’s come apart in the past year, and anticipate what will define the year ahead.

Order now

Il colera, una malattia antica, è diventato una malattia della povertà che non fa distinzioni geografiche, ma si accanisce soprattutto su comunità vulnerabili ubicate in aree dove scarseggiano i servizi igienici. 

Trasportato da acque alluvionali contaminate fino alle sorgenti di acqua potabile, o da viaggiatori ignari, o ancora introdotto nelle case attraverso i prodotti coltivati in terreni irrigati con acque reflue non trattate, il batterio Vibrio cholerae, una volta ingerito, si annida nell’intestino tenue causando forte diarrea e disidratazione.        

Coloro che sono abbastanza fortunati da non aver mai vissuto sulla propria pelle gli effetti del colera potrebbero pensare che si tratti soltanto di un’altra influenza intestinale. Invece, in mancanza di un intervento medico tempestivo, il colera può prosciugare la vita di un adulto o di un bambino nel giro di alcune ore. Ogni anno, il colera miete un numero stimato di vittime pari a 95.000, e tra queste ci sono molti bambini.   

Quest’anno, immagini di persone indebolite e con lo sguardo vitreo in attesa di cure sono arrivate da varie parti del mondo. La malattia si è diffusa a un ritmo senza precedenti in Yemen, dove da aprile si sono registrati più di duemila decessi. Epidemie di colera sono attualmente in corso in Somalia, Sud Sudan, Haiti e altri paesi dell’Africa sub-Sahariana e dell’Asia.  

Ma l’aspetto più triste dei tragici bilanci recenti è che ognuna di queste morti poteva essere evitata. Il mondo è già in possesso delle conoscenze e degli strumenti necessari per controllare efficacemente il colera, ma il problema è allineare le risorse esistenti con l’impegno richiesto a livello mondiale.

Ecco perché la nuova strategia globale messa a punto dalla Global Task Force on Cholera Control, una rete di partner tecnici, è così importante. Il rapporto Ending Cholera – A Global Roadmap to 2030 sottolinea il passaggio a strategie più integrate con l’obiettivo di ridurre del 90% il numero delle morti causate dal colera nell’arco del prossimo decennio. Una volta applicato, il piano potrebbe anche aiutare fino a venti paesi a fermare la trasmissione della malattia nello stesso lasso di tempo. Basato su tre pilastri fondamentali – diagnosi precoce, tattiche di prevenzione integrata e coordinamento tra paesi e partner – il piano fornisce un percorso concreto per far sì che il colera smetta di costituire una minaccia per la salute pubblica. 

Una volta che il colera attacca una comunità, diventa sempre più difficile da controllare. È importante, pertanto, occuparsi della malattia anche quando non miete vittime. Un approccio plurisettoriale, che includa investimenti nel sistema idrico e nei servizi igienico-sanitari – i cosiddetti servizi WASH – può riuscire a tenere a bada il colera. Lo stesso può fare un utilizzo integrato dei vaccini somministrati per via orale e un accesso rapido alle terapie, come le soluzioni per la reidratazione orale e i fluidi endovenosi.   

Migliorare le infrastrutture dei servizi WASH è la strada più efficace per la prevenzione, anche se la loro realizzazione può richiedere del tempo nei paesi che dispongono di risorse più scarse. Per questa ragione, il piano d’azione incoraggia anche l’impiego preventivo e su vasta scala di vaccini orali nelle aree più a rischio. I vaccini hanno un effetto immediato e possono proteggere dalla malattia per un periodo fino a tre anni, offrendo così una copertura temporanea in attesa di soluzioni più a lungo termine. 

Il vaccino orale per il colera è disponibile grazie a una scorta globale gestita dall’Organizzazione mondiale della sanità con il supporto di Gavi, l’alleanza per i vaccini. Dalla nascita del programma, avvenuta nel 2013, sono state distribuite oltre quindici milioni di dosi in diciotto paesi. Per l’anno prossimo è previsto un incremento delle scorte fino a raggiungere oltre 25 milioni di dosi, rispetto ai due milioni dell’inizio. 

Fare in modo che il colera smetta di rappresentare una minaccia per la salute entro il 2030 – un impegno assunto di recente dai partner globali e dall’OMS – richiederà un enorme sforzo di collaborazione e impegno da parte dei paesi colpiti dal colera, dei partner tecnici e dei donatori internazionali. L’obiettivo potrebbe apparire scoraggiante, dal momento che sono milioni le persone in tutto il mondo che ogni anno rischiano di contrarre la malattia; tuttavia, considerato il rischio di una maggiore diffusione dell’infezione a causa dell’urbanizzazione, del cambiamento climatico e di altri fattori, si tratta di un obiettivo che va raggiunto a tutti i costi. E questo piano d’azione può aiutare a farlo.     

L’attuazione del piano può rivelarsi una soluzione economicamente efficace per i paesi colpiti da frequenti epidemie di colera, e questa è una delle ragioni per cui bisogna intervenire con urgenza. Ma scegliere questa strategia è anche la cosa giusta da fare per l’intera comunità internazionale. I governi hanno l’obbligo morale di garantire che nessuno sia vittima di una morte evitabile. Si tratta di un obbligo condiviso dall’OMS, ed è il motivo per cui continueremo a impegnarci al massimo per aiutare il mondo a raggiungere gli ambiziosi obiettivi che ci siamo posti. 

Gli strumenti per sconfiggere il colera li abbiamo già, e ora che disponiamo anche di un piano d’azione non ci sono più scuse per non utilizzarli.

Traduzione di Federica Frasca

http://prosyn.org/MvETAEx/it;
  1. Patrick Kovarik/Getty Images

    The Summit of Climate Hopes

    Presidents, prime ministers, and policymakers gather in Paris today for the One Planet Summit. But with no senior US representative attending, is the 2015 Paris climate agreement still viable?

  2. Trump greets his supporters The Washington Post/Getty Images

    Populist Plutocracy and the Future of America

    • In the first year of his presidency, Donald Trump has consistently sold out the blue-collar, socially conservative whites who brought him to power, while pursuing policies to enrich his fellow plutocrats. 

    • Sooner or later, Trump's core supporters will wake up to this fact, so it is worth asking how far he might go to keep them on his side.
  3. Agents are bidding on at the auction of Leonardo da Vinci's 'Salvator Mundi' Eduardo Munoz Alvarez/Getty Images

    The Man Who Didn’t Save the World

    A Saudi prince has been revealed to be the buyer of Leonardo da Vinci's "Salvator Mundi," for which he spent $450.3 million. Had he given the money to the poor, as the subject of the painting instructed another rich man, he could have restored eyesight to nine million people, or enabled 13 million families to grow 50% more food.

  4.  An inside view of the 'AknRobotics' Anadolu Agency/Getty Images

    Two Myths About Automation

    While many people believe that technological progress and job destruction are accelerating dramatically, there is no evidence of either trend. In reality, total factor productivity, the best summary measure of the pace of technical change, has been stagnating since 2005 in the US and across the advanced-country world.

  5. A student shows a combo pictures of three dictators, Austrian born Hitler, Castro and Stalin with Viktor Orban Attila Kisbenedek/Getty Images

    The Hungarian Government’s Failed Campaign of Lies

    The Hungarian government has released the results of its "national consultation" on what it calls the "Soros Plan" to flood the country with Muslim migrants and refugees. But no such plan exists, only a taxpayer-funded propaganda campaign to help a corrupt administration deflect attention from its failure to fulfill Hungarians’ aspirations.

  6. Project Syndicate

    DEBATE: Should the Eurozone Impose Fiscal Union?

    French President Emmanuel Macron wants European leaders to appoint a eurozone finance minister as a way to ensure the single currency's long-term viability. But would it work, and, more fundamentally, is it necessary?

  7. The Year Ahead 2018

    The world’s leading thinkers and policymakers examine what’s come apart in the past year, and anticipate what will define the year ahead.

    Order now