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Il futuro dopo la Brexit

NEW YORK – Assimilare le reali implicazioni del referendum sulla Brexit porterà via molto tempo alla Gran Bretagna, all’Europa e al mondo intero. Le conseguenze più profonde dipenderanno, naturalmente, dalla risposta dell’Unione Europea alla decisione del Regno Unito di abbandonare l’Ue. La maggior parte delle persone inizialmente credeva che l’Unione Europea “non si sarebbe data la zappa sui piedi”: dopo tutto, un divorzio consensuale sembra essere nell’interesse di tutti. Ma il divorzio – come molti sanno – potrebbe rivelarsi una gran confusione.

I benefici dell’integrazione economica e commerciale tra Regno Unito e Unione Europea sono reciproci e se l’Ue ritiene seriamente che una maggiore integrazione economica sia utile ad entrambe le parti, i leader europei cercheranno di garantire legami più stretti possibili a seconda delle circostanze. Tuttavia Jean-Claude Juncker, l’architetto dell’evasione fiscale di molte società del Lussemburgo e ora Presidente della Commissione Europea, sta assumendo una linea dura: “Fuori significa fuori”, ha detto.

Questa reazione è forse comprensibile, considerando che Juncker potrebbe essere ricordato come la persona che ha esercitato un certo controllo nella fase iniziale di dissoluzione dell’Unione Europa. Il Presidente sostiene che, per scoraggiare gli altri Paesi dal lasciare la Comunità Europea, l’Ue deve essere irremovibile, offrendo al Regno Unito molto meno di ciò che è garantito secondo gli accordi dell’Organizzazione mondiale del commercio.

In altre parole, l’Europa non deve essere tenuta unita tramite i suoi benefici, che superano di gran lunga i costi. La prosperità economica, il senso di solidarietà e l’orgoglio di essere europeo non sono abbastanza, secondo Juncker. No, l’Europa deve essere tenuta unita dalle minacce, dall’intimidazione e dalla paura.