Syrian doctor Nazeer Al-Khatib/Getty Images

Medici rifugiati per la salute dei rifugiati

TORONTO – I rifugiati siriani vengono spesso descritti come un peso sgradito per le comunità presso le quali vengono ricollocati, in particolar modo rispetto alla sanità. Tuttavia, per chi scappa dalla guerra civile in Siria, l’ignoranza della piaga che vivono è offuscata solo dalla realtà dei loro bisogni e dalla diversità delle loro competenze. Sebbene sia vero che i rifugiati comportano questioni sanitarie rilevanti, dall’altro portano anche anni di esperienza nella professione medica che, se messa a buon uso, potrebbe essere un vantaggio per le comunità che li ricevono, e soprattutto per gli altri rifugiati.

Una delle sfide più grandi per i rifugiati, in qualunque posto siano, è trovare un medico. In molti paesi ospitanti delle cure inadeguate derivano da sentimenti di xenofobia, dalle barriere linguistiche o dalla carenza di personale medico. Ciò è particolarmente vero per i siriani che sono sparsi per il Medio Oriente, il Nordafrica, l’Europa e l’America del Nord.

Ma molti rifugiati siriani hanno anche un alto livello di istruzione. Una volta insediati in posti lontani dagli ospedali e le cliniche in cui erano soliti lavorare, i medici siriani vogliono semplicemente tornare a lavorare. Non è ora che lo facciano?

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