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Il significato della Brexit

NEW YORK – La votazione sulla Brexit è stata una tripla protesta: contro l’impetuosa immigrazione, contro i banchieri della City of London e contro le istituzioni dell’Unione europea, in questo ordine. E avrà enormi conseguenze. La campagna di Donald Trump per la presidenza americana riceverà un forte impulso, così come altri politici populisti anti-immigranti. Inoltre, uscire dall’Ue ferirà l’economia britannica e potrebbe spingere la Scozia a lasciare il Regno Unito – per non parlare delle ramificazioni della Brexit per il futuro dell’integrazione europea.

Brexit rappresenta quindi un evento  spartiacque che segnala la necessità di un nuovo tipo di globalizzazione, un evento che potrebbe essere di gran lunga superiore allo status quo rifiutato nei seggi britannici.

Nella sua essenza, la Brexit riflette un fenomeno che pervade il mondo ad alto reddito: il crescente supporto ai partiti populisti la cui campagna elettorale punta a un giro di vite sull’immigrazione. All’incirca la metà della popolazione in Europa e negli Stati Uniti, generalmente gli elettori della working class, crede che l’immigrazione sia fuori controllo e ponga una minaccia all’ordine pubblico e alle norme culturali.

Nel mezzo della campagna Brexit di maggio, si riporta che il Regno Unito registrasse un numero di immigrati pari a 333.000 nel 2015, più del triplo rispetto al target di 100.000 precedentemente annunciato dal governo. La notizia giunse al culmine della crisi dei rifugiati siriani, degli attacchi terroristici da parte dei migranti siriani e dei figli delusi degli immigrati di seconda generazione, e delle notizie fortemente pubblicizzate sulle aggressione a donne e ragazze da parte di migranti in Germania e in altre zone.