5

Affamati di Scienza

AMSTERDAM – Sul delta del Mekong, gli agricoltori ottengono 6-7 tonnellate di riso per ettaro nelle stagioni secche e 4-5 tonnellate per ettaro nelle stagioni umide, utilizzando varietà di riso a maturazione rapida che permettono fino a tre raccolti consecutivi all’anno. Al contrario, i coltivatori di riso dell’Africa occidentale raccolgono all’anno solo 1,5 tonnellate per ettaro del tradizionale riso d’altura, mentre degli altri cereali non se ne producono più di una tonnellata - una cifra paragonabile ai rendimenti dell’Europa medievale.

Tali disparità hanno motivo di esistere. In effetti, la proliferazione di tecnologie agricole - dai macchinari più efficienti a varietà di colture ad alto rendimento o più resistenti – possiede le potenzialità per una riduzione notevole del divario di produttività, anche se rimangono le differenze tra i climi e tra i produttori.

Chicago Pollution

Climate Change in the Trumpocene Age

Bo Lidegaard argues that the US president-elect’s ability to derail global progress toward a green economy is more limited than many believe.

Ad esempio, in Africa, una nuova varietà di riso da produrre in zone aride, il Nerica, triplica i rendimenti annuali. Allo stesso modo, nel corso degli ultimi quarant’anni, il miglioramento dei metodi di allevamento, i mangimi di qualità superiore, e le migliori cure veterinarie hanno più che raddoppiato la produzione media di latte in tutto il mondo. Tuttavia, le discrepanze regionali restano enormi: le mucche nei Paesi Bassi sono in grado di produrre circa 9 mila litri di latte all’anno, mentre ai tropici gli allevamenti di Zebù ne producono solo circa 300 litri.

La necessità di aumentare la produzione agricola diventa ogni giorno sempre più urgente. La popolazione mondiale dovrebbe raggiungere i nove miliardi entro il 2050 e, al contempo, le persone del mondo in via di sviluppo – dove si verificherà quasi tutta la crescita della popolazione - sono alla ricerca di diete più variegate. Entro il 2030, la domanda di prodotti animali raddoppierà, con la domanda globale di prodotti alimentari in aumento del 40%.

La scienza può contribuire molto alla sicurezza alimentare mondiale. Sebbene la modificazione genetica non è essenziale per la nutrizione del mondo, fornisce però notevoli vantaggi, consentendo agli scienziati di introdurre o potenziare alcuni caratteri particolari – la resistenza ai virus nella manioca, per esempio, o una migliore digeribilità dei mangimi – cosa che non può essere realizzata con l’allevamento convenzionale.

Di sicuro, aumentare i rendimenti non è la stessa cosa che alimentare il mondo. Se una vasta fetta della popolazione non può permettersi il cibo che viene prodotto, la quantità prodotta è irrilevante. Mentre, negli ultimi 20 anni, quasi un miliardo di persone sono uscite dalla povertà (definita dalla Banca Mondiale come un reddito di meno di 1.25 dollari al giorno, in termini di parità di potere d’acquisto), tale progresso si rivelerà più difficile per il prossimo miliardo di persone.

Dato questo, i politici dovrebbero raddoppiare i loro sforzi per ridurre la povertà sostenendo una crescita economica sostenibile ed inclusiva. Essi devono impegnarsi a promuovere una solida gestione agricola, a mantenere un buon funzionamento dei mercati, e ad aumentare gli investimenti in agricoltura. Allo stesso tempo, questi obiettivi, pur esercitando una pressione ragionevole, non devono oscurare la necessità di concentrarsi sui rendimenti – l’aumento dei quali ha rappresentato i tre quarti della crescita della produzione alimentare degli ultimi decenni.

Fortunatamente, le limitazioni potenziali più significative - terra, acqua e nutrienti - non sembrano destinate a vincolare eccessivamente la produzione globale del prossimo futuro. Ma, mentre nessuno di questi fattori scarseggia a livello globale, si possono verificare carenze locali.

Sebbene la terra coltivabile per capita continuerà a diminuire, a livello globale, ne è disponibile più di quanto si pensasse precedentemente. L’esempio di utilizzo del cerrado brasiliano, una volta considerato inutile, è di buon auspicio per le savane africane. Riserve di terra sottoutilizzate esistono anche in altre parti dell’America meridionale, dell’Asia centrale e dell’Europa orientale.

Una sfida più immediata è garantire che le colture ricevano acqua sufficiente, il che richiede la creazione e il mantenimento di sistemi di irrigazione efficienti per stabilizzare le rese e consentire agli agricoltori di produrre una coltura addizionale ogni anno. Così com’è, solo il 4% dei terreni coltivabili nell’Africa sub-sahariana è irrigato, contro il 38% in Asia. Mentre il Medio Oriente dovrà affrontare gravi carenze idriche, l’Africa, dove è pronta a realizzarsi la maggior parte della crescita della popolazione, contiene numerose fonti d'acqua non sfruttate.

L’uso dei fertilizzanti è diventato molto più efficiente in anni recenti, una tendenza che continuerà. Le riserve di minerali, come il fosfato, rimarranno abbondanti nei prossimi decenni, e la disponibilità di azoto non è limitata. È già esistente la tecnologia per estrarre sostanze nutritive dai rifiuti, riducendo la dipendenza dalle miniere. Inoltre, i suini ed il pollame sono i processori ideali di “cibo-rifiuto”, e i loro escrementi possono servire di nuovo come nutrienti e fonti di energia, trasformando le catene alimentari future in cicli produttivi interconnessi.

Forse il vincolo più pressante sulla produzione agricola è l’imminente carenza di manodopera, poiché i giovani rurali, che tradizionalmente costituiscono la forza lavoro agricola, vanno ad affollare le città. Dato che i piccoli agricoltori non sono in grado di fornire eccedenze sufficienti, la produzione agricola sarà sempre più aggregata e meccanizzata, aumentando il consumo di combustibili fossili, che dovrà essere compensato con l’introduzione di tecnologie più efficienti.

Naturalmente, la produzione alimentare futura è soggetta a notevole incertezza. La crescita della popolazione potrebbe non rallentare così rapidamente come previsto. Il protezionismo minaccia i mercati aperti e la crescita del PIL. E la volatilità dei prezzi, se innescata da condizioni di siccità, o da miopi politiche nazionali, potrebbe scoraggiare gli investimenti in agricoltura e diminuire il potere d'acquisto dei poveri.

Allo stesso modo, rimane poco chiaro se, nei prossimi decenni, il cambiamento climatico sarà una fonte di incertezza circa i rendimenti. Anche se le precipitazioni possono essere influenzate, temperature più elevate potrebbero permettere la produzione agricola nelle regioni più fredde, ed è noto che la CO2 sostiene la crescita delle piante, anche in zone aride.

Inoltre, mentre l’igiene alimentare, la tracciabilità e l’etichettatura sono in via di miglioramento, qualsiasi livello di negligenza quando si tratta di sicurezza alimentare potrebbe avere conseguenze di vasta portata nella catena alimentare globale, complessa ed interconnessa. L’aumento della domanda per i prodotti di origine animale mette in evidenza i rischi microbiologici, con le misure di benessere per gli animali che a volte creano nuovi pericoli. Ad esempio, i recinti aperti per il pollame possono aumentare la diffusione di malattie trasmissibili come l’influenza aviaria.

Fake news or real views Learn More

Nonostante questi rischi, le prospettive per il futuro della sicurezza alimentare sono promettenti. Il nostro cibo è sicuro e le nostre diete sono più varie che mai, i metodi di produzione sono sempre più sostenibile, puliti ed efficienti; e stiamo costantemente migliorando nella protezione della biodiversità.

Eppure, in Europa e negli Stati Uniti, molte persone – tra coloro che hanno beneficiato maggiormente dei progressi agricoli - diffidano di questo progresso, vedendo l’avanzamento scientifico e il libero scambio come una combinazione pericolosa. Nella misura in cui questa percezione impedisce il progresso, essa rappresenta la vera minaccia per la sicurezza alimentare globale.