UN Photo/Albert Gonzalez Farran

La guerra per l’istruzione

LONDRA – Il rapimento di oltre 200 studentesse nel nord della Nigeria da parte del gruppo terroristico islamista Boko Haram è più che oltraggioso. Purtroppo è solo l’ultima battaglia della barbara guerra dichiarata contro il diritto fondamentale di tutti i bambini all’istruzione. Questa guerra è globale, come testimoniano anche i terribili avvenimenti in Pakistan, Afghanistan e Somalia.

In tutto il mondo ci sono stati 10.000 attacchi violenti a scuole e università negli ultimi quattro anni, secondo un report della Global Coalition to Protect Education from Attack. Le prove sono tanto evidenti quanto crudeli: 29 studenti uccisi dai sospettati militanti di Boko Haram nello stato nigeriano di Yobe all’inizio di quest’anno, studenti somali costretti ad arruolarsi, ragazzi musulmani attaccati dai nazionalisti di etnia burmese/buddista nel Myanmar, studentesse in Afghanistan e Pakistan colpite da bombe, armi da fuoco o avvelenate dai talebani contrari all’istruzione delle donne.

Non si tratta di casi isolati di bambini caduti vittime del fuoco incrociato; è ciò che accade quando le aule diventano gli obiettivi dei terroristi che vedono l’istruzione come una minaccia. (Letteralmente Boko Haram significa che l’istruzione “falsa” od “occidentale” è “vietata”.) In almeno 30 Paesi esiste uno schema concertato di attacchi da parte di gruppi armati, dove Afghanistan, Colombia, Pakistan, Somalia, Sudan e Siria sono i Paesi maggiormente colpiti.

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