Mettere l'istruzione al primo posto

LONDRA – Per troppo tempo, la causa dell'istruzione universale è rimasta in secondo piano rispetto ad altri grandi movimenti per il cambiamento. Ora, però, grazie a due nuove condizioni alla base dell'iniziativa "Education First" ('l'istruzione innanzitutto'), lanciata dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, l'istruzione è tornata a occupare il posto che le spetta in cima all'agenda politica globale.

In primo luogo, ora sono gli stessi giovani a farsi promotori del diritto all'istruzione per tutti i bambini e le bambine. Rifiutando di restare in silenzio mentre si nega loro questa opportunità, i giovani – soprattutto le ragazze – stanno portando avanti una delle più importanti battaglie per i diritti civili del nostro tempo.

Pochi sono rimasti indifferenti davanti alla coraggiosa protesta della giovane pachistana Malala Yousafzai, alla quale i talebani avevano sparato in testa perché reclamava il diritto delle bambine all'istruzione. E non è certo passato inosservato il massiccio sostegno pubblico che ha ricevuto, sia in Pakistan che altrove, la causa di cui Malala si è fatta portavoce.

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