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Segnali Contrastanti dall’Eurozona

BRUXELLES – Cosa riserva il futuro dell’Eurozona? Dipende da ciò che si osserva. Alcuni indicatori economici suggeriscono che le cose sono migliorate per la sopravvivenza della moneta comune; ad esempio, l’occupazione è tornata al suo picco pre-crisi, e la crescita pro capite del PIL ha superato quella degli Stati Uniti dello scorso anno. Allo stesso tempo, i rischi politici sembrano essere in aumento, nonostante i miglioramenti dell’economia europea.

L’evidenza di un rischio crescente di una possibile rottura della zona euro deriva da tre diversi indicatori. Ma un esame più attento di tali indicatori suggerisce che, mentre i rischi a lungo termine rimangono sostanziali, quelli a breve sono piuttosto bassi.

Un indicatore usato ampiamente si basa sulle indagini Sentix relativamente agli operatori di mercato, che dimostrano un forte incremento della percentuale di quanti credono in una rottura dell’Eurozona a breve (nel corso dei prossimi 12 mesi). E, questa volta, non è la Grecia, ma sono la Francia e l’Italia, a determinare tale esito.

Ovviamente, la Grecia è di nuovo in difficoltà. Ma, secondo l’indicatore Sentix, la probabilità percepita di “Grexit” rimane, nonostante un recente incremento, ben al di sotto dei picchi precedenti. Per contro, le probabilità percepite di “Frexit” e “Italexit” sono dell’8% e del 14%, in entrambi i casi molto superiori anche rispetto al culmine della crisi della zona euro all’inizio del decennio.