Don Arnold/WireImage

Dai social media una minaccia per la società e la sicurezza

MONACO DI BAVIERA – Quello attuale è un momento particolarmente penoso nella storia dell’umanità. Le società aperte sono in crisi, mentre sono in aumento forme diverse di dittatura e regimi di stampo mafioso, di cui la Russia di Vladimir Putin è un tipico esempio. Negli Stati Uniti, il presidente Donald Trump vorrebbe instaurare un governo di questo tipo, ma non potrà farlo perché la Costituzione, altre istituzioni e una società civile attiva non glielo consentiranno.

A essere a rischio non è solo la sopravvivenza della società aperta, bensì anche quella della nostra civiltà. L’ascesa di leader come Kim Jong-un in Corea del Nord e Trump negli Stati Uniti hanno molto a che vedere con tutto ciò. Entrambi i leader sembrano disposti a rischiare una guerra nucleare pur di rimanere al potere. Ma la causa alla radice è ancora più profonda. L’abilità dell’uomo di sfruttare le forze della natura per scopi sia costruttivi che distruttivi continua a crescere, mentre quella di autogovernarsi, generalmente oscillante, è attualmente in ribasso.

L’ascesa e il comportamento monopolistico delle grandi piattaforme Internet americane sta contribuendo enormemente all’impotenza del governo statunitense. Queste aziende hanno spesso avuto un ruolo innovativo ed emancipatore. Diventando, però, sempre più potenti, Facebook e Google sono diventati un ostacolo all’innovazione, e hanno causato una serie di problemi di cui stiamo cominciando a prendere coscienza soltanto adesso.  

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