19

La regola aurea offuscata

BERLINO – “Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te”: si tratta di un semplice concetto logico – un modo diretto di risolvere dilemmi morali nodosi. Eppure, in un tempo in cui discernere tra giusto e sbagliato sembra essere più difficile che mai, questo classico postulato – la “Regola aurea” – sembra essere passato di moda.

L’etica della reciprocità pervade la storia umana, a partire dalle antiche civiltà in Egitto, Grecia, India e Cina. Nei secoli ha accomunato quasi tutte le grandi religioni e i filosofi, da Seneca della Roma classica  a Jean-Jacques Rousseau e John Locke, passando per Jean-Paul Sartre e John Rawls.

La Regola aurea è la base essenziale del nostro moderno concetto di diritti umani universali e forma l’emblema del moderno contratto sociale. È il punto di partenza delle nostre interazioni con gli altri all’interno delle singole comunità e a livello globale. Sottende l’ascesa dell’odierna sharing economy, esemplificata da Uber e Airbnb. Guida persino le nostre relazioni personali.

Ma la Regola aurea è sotto assalto, e coloro che hanno più influenza sono in prima linea. I politici, anche nelle democrazie del mondo presumibilmente illuminate, si rifiutano di fornire asilo alle persone disperate che fuggono dalla brutalità della guerra; si impegnano poco, o non si impegnano affatto, per affrontare l’elevata e crescente disuguaglianza economica; e non fanno che ignorare i fattori che trascinano i movimenti sui diritti civili come Black Lives Matter in America.