Dollar notes VCG/Getty Images

La fine della diplomazia del dollaro?

WASHINGTON, DC – Mark Twain non ha mai davvero detto “La notizia della mia morte è alquanto esagerata”, ma la falsa citazione è troppo simpatica per non riutilizzarla. E il concetto che ne è alla base non potrebbe essere più calzante che per il dibattito sul ruolo internazionale del dollaro. 

Gli esperti celebrano il funerale del dominio del dollaro a livello mondiale sin dagli anni sessanta, ovvero da più di mezzo secolo ormai. Ciò è dimostrato dalla ricorrenza dell’espressione  “demise of the dollar”, che tradotta significa fine o morte del dollaro, in tutte le pubblicazioni in lingua inglese catalogate da Google.

La frequenza con cui tale espressione ricorre, rapportata al numero di pagine stampate per anno, registrò un primo picco nel 1969, in seguito al crollo del London Gold Pool, un accordo di collaborazione tra otto banche centrali per fissare un tetto al dollaro rispetto all’oro. L’utilizzo della stessa aumentò vertiginosamente negli anni settanta in seguito al fallimento del regime di Bretton Woods, di cui il dollaro era il fulcro, e in risposta all’elevata inflazione che accompagnò la presidenza di Richard Nixon, Gerald Ford e Jimmy Carter in quegli anni.   

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