Una profonda decarbonizzazione

NEW YORK – Pensiamo a ciò che è accaduto nel mondo lo scorso mese. L’ondata di caldo in Australia ha riempito le pagine dei giornali quando la temperatura toccando i 45° Celsius ha ostacolato gli Australian Open di tennis. L’estrema siccità della California ha costretto il governatore a dichiarare lo stato di emergenza. Le massicce inondazioni in Indonesia hanno causato decine di morti e migliaia di sfollati. La nube di smog causata dal carbone a Pechino ha indotto la popolazione a rimanere in casa, chiudere le autostrade e sospendere i voli aerei. Tali eventi sono ammonimenti quotidiani al mondo: svegliati prima che sia troppo tardi.

Siamo entrati nell’Era dello sviluppo sostenibile. O facciamo pace con il pianeta o distruggeremo la prosperità faticosamente guadagnata. La scelta sembra ovvia, ma le nostre azioni parlano più forte delle parole. L’umanità continua su un percorso di rovina, guidato dalla brama di avere tutto e subito e dall’ignoranza.

Gran parte della crisi ambientale globale (anche se non tutta) deriva dal sistema energetico basato sui combustibili fossili del mondo. Oltre l’80% di tutta l’energia primaria del mondo proviene da carbone, petrolio e gas. Quando questi combustibili fossili vengono bruciati, emettono biossido di carbonio, che cambia il clima della Terra. La fisica di base è nota da oltre un secolo.

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