Euro poster Leon Neal/Getty Images

La forza nascosta dell’Eurozona

BRUXELLES – Per anni l’Eurozona è stata percepita come un’area disastrosa, e spesso le discussioni sul futuro dell’unione monetaria hanno paventato un suo possibile crollo. Quando gli inglesi hanno votato per abbandonare l’Unione europea lo scorso anno, erano spinti in parte dalla percezione che l’Eurozona fosse un progetto disfunzionale – e forse insalvabile. Eppure, ultimamente l’Eurozona è diventata la beniamina dei mercati finanziari – e per una buona ragione.

Era da tempo che si cercava la forza latente dell’Eurozona. Negli ultimi anni l’Eurozona ha tentato di riprendersi dalla crisi del 2011-2012. Su una base pro capite, la sua crescita economica ora supera quella degli Stati Uniti. Il tasso di disoccupazione è in calo – più lentamente che negli Usa, ad essere onesti, ma ciò riflette in parte la divergenza dei trend di partecipazione della forza lavoro.

La partecipazione della forza lavoro è infatti in ascesa nell’Eurozona, mentre registra una contrazione negli Usa all’incirca dal 2000. L’abbandono degli americani del mercato del lavoro riflette quello che gli economisti chiamano il fenomeno del “lavoratore scoraggiato”. E il trend evidenzia un’accelerazione dalla recessione del 2009.

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