Paul Lachine

Troppo Grandi Da Gestire

WASHINGTON, DC – Nella discussione riguardo alla questione se le più grandi istituzioni finanziarie americane siano diventate o meno troppo grandi, è in corso un radicale cambiamento di rotta nell’opinione corrente. Due anni fa, durante il dibattito per la legislazione sulla riforma finanziaria “Dodd-Frank”, in pochi pensavano che le megabanche globali costituissero un problema urgente.

In ogni caso, il governo, secondo gli amministratori delegati delle più grandi banche, non poteva imporre un limite alle loro dimensioni patrimoniali, perché per far ciò si sarebbe compromessa la produttività e la competitività dell’economia statunitense. Si sentono ancora argomenti di tal tipo –ma, sempre più, solo da parte di coloro che sono impiegati da megabanche globali, inclusi i loro avvocati, consulenti, e docili economisti.

Tutti gli altri hanno cambiato punto di vista e ritengono che questi colossi finanziari siano diventati troppo grandi e complessi da gestire –con enormi conseguenze negative per l’economia generale. Ed ogni volta che l’amministratore delegato di una banca di questo tipo è costretto a dimettersi, aumenta le prova che queste organizzazioni sono diventate impossibili da gestire responsabilmente, in modo tale da generare valore sostenibile per gli azionisti e tenere fuori dai guai i contribuenti.

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