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Protezionismo alle Stelle?

BRUSSELS – Una nuova polemica è emersa tra l’Unione Europea e molti dei suoi principaliamp#160; partner commerciali da quando la UE ha deciso di includere nel suo schema di controllo delle emissioni di CO2 tutti i voli da e per il suo territorio, compresi i voli transcontinentali. Le compagnie aeree dovranno acquisire i permessi per le emissioni di CO2 dei loro voli.

La Cina e gli Stati Uniti sono indignati. Le compagnie aeree cinesi hanno ritardato gli ordini per l’acquisto di aerei europei. L’Amministratore Delegato dellaamp#160; Airbus, azienda leader produttrice di aeromobili, e quelli delle principali linee aeree europee hanno esortato i leader europei a prendere in mano la situazione. Si parla di una nuova guerra commerciale.

Si tratta di una disputa importante, perché è la prima vera controversia all’interno del dibattito su clima e scambi commerciali. Non sono semplicemente nuove le motivazioni e le argomentazioni, ma tanto quanto gli aspetti sostanziali contano i sospetti riguardo a secondi fini.

Può sembrare strano, ma l’ UE si considera il difensore delamp#160; bene comune. Come mai un gruppo di paesi la cui quota di emissioni mondiali di CO2 è soltanto del 12% - e destinata a diminuire rapidamente - aspira a diventare capofila mondiale sul tema, nonostante l’immobilismo degli Stai Uniti e la riluttanza dei paesi emergenti ad impegnarsi verso obiettivi vincolanti per la riduzione delle emissioni?