Quanto sarà ampia la via di uscita dalla crisi?

BRUXELLES – L’Eurozona sta attraversando una fase di caos dettata da una fuga collettiva degli investitori. I rendimenti sul debito governativo dei paesi periferici di Eurolandia stanno schizzando alle stelle, perché gli investitori non sanno esattamente a quali rischi andranno incontro.

Le autorità tendono a smorzare i toni. A loro avviso, gli investitori non dovrebbero preoccuparsi, perché l’attuale meccanismo di salvataggio – European Financial Stability Facility (EFSF) – ha funzionato sinora senza alcuna ripercussione sugli obbligazionisti e sarà applicato fino al 2013. Solo dopo tale data il nuovo meccanismo potrebbe esporre gli investitori privati a eventuali perdite, e solo in caso di debito emesso dopo tale data.

Tuttavia, i mercati non si fidano di tale messaggio – e per una buona ragione: non è credibile, perché non ha alcun senso economico. Dopo tutto, la richiesta di risarcimento, che sarà generata dal rischio di perdita per il debito emesso dopo l’attuazione del nuovo meccanismo anti-crisi nel 2014, implica che tutti i titoli di debito emessi fino a tale data sono sicuri, e che l’insolvenza potrà aver luogo solo in un futuro lontano, e non nell’immediato, come in Grecia e Irlanda. In effetti, i funzionari Ue stanno dicendo agli investitori: “A chi credete, a noi o ai vostri occhi?”

To continue reading, please log in or enter your email address.

To access our archive, please log in or register now and read two articles from our archive every month for free. For unlimited access to our archive, as well as to the unrivaled analysis of PS On Point, subscribe now.

required

By proceeding, you agree to our Terms of Service and Privacy Policy, which describes the personal data we collect and how we use it.

Log in

http://prosyn.org/MMMKUkS/it;

Cookies and Privacy

We use cookies to improve your experience on our website. To find out more, read our updated cookie policy and privacy policy.