Paul Lachine

L’Eurozona secondo Merkel

BRUXELLES – Non ci speravamo più, ma alla fine dopo tanto attendere sono arrivate in forma quasi clandestina: le idee proposte dalla cancelliera tedesca Angela Merkel per la riforma dell’Eurozona non sono infatti pervenute con un discorso o una dichiarazione formale di fronte ai propri colleghi, bensì con una proposta informale franco-tedesca, telegrafica, messa insieme in fretta e furia, che è stata fatta circolare la sera prima del recente vertice dei capi di stato e di governo.

Non sono mancate le reazioni nelle altre capitali dell’Unione europea (a causa del tono poco diplomatico del documento) o a Bruxelles (dal momento che la cancelliera non si è preoccupata di rispettare le procedure comunitarie e la ripartizione delle competenze). Ma le idee esposte nel documento meritano un’attenta disamina.

L’iniziativa è prima di tutto istituzionale. Mentre in passato la Merkel aveva scartato la vecchia idea francese di governance europea per timore di essere in minoranza tra i paesi del Sud Europa, ora trae un insegnamento dalla crisi e suggerisce ai paesi di Eurolandia di andare avanti e di stringere una cooperazione con chiunque sia capace e disposto a unirsi a loro. Questo è un passo importante.

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