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La Fine della Globalizzazione?

BRUXELLES – La Cina ha recentemente annunciato che l’anno scorso, per la prima volta da quando, alla fine degli anni settanta, ha iniziato ad aprire la propria economia al mondo, le esportazioni sono diminuite su base annua. E non è tutto; nel 2015, il commercio globale si è ridotto in termini di valore. La domanda ovvia è perché.

Il commercio globale è diminuito anche nel 2009, ma la spiegazione era evidente: al tempo, il mondo stava vivendo una forte contrazione del PIL. L’anno scorso, tuttavia, l’economia mondiale è cresciuta di un rispettabile 3%. Inoltre, le barriere commerciali non sono aumentate in modo significativo da nessuna parte, e i costi di trasporto sono in calo, a causa della forte diminuzione dei prezzi del petrolio.

È sintomatico che il cosiddetto Baltic Dry Index, che misura il costo di noleggio delle grandi navi utilizzate soprattutto per il trasporto commerciale a lunga distanza, è sceso al minimo storico. Ciò indica che i mercati non si aspettano una ripresa; il che significa che i dati del 2015 potrebbero preludere a una nuova era di rallentamento del commercio. La conclusione ovvia è che le forze della globalizzazione, un tempo irresistibili, stanno perdendo vigore.

La situazione in Cina è indicativa. Negli ultimi decenni, da quando è diventata l’economia leader del commercio mondiale, la Cina ha trasformato il sistema commerciale globale. Oggi i valori delle importazioni e delle esportazioni sono crollati, anche se i primi sono declinati in misura maggiore, a causa del tracollo dei prezzi delle materie prime a livello mondiale.