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Due visioni della finanza

WASHINGTON, DC – Le riunioni annuali del Fondo monetario internazionale si terranno dal 10 al 12 ottobre prossimi a Washington, e il settore finanziario globale sarà tra gli argomenti principali all'ordine del giorno. Il dibattito si preannuncia particolarmente interessante poiché questo tema mette a confronto due visioni diametralmente opposte. 


La prima è quella secondo cui "è stato fatto molto" dall'inizio della crisi finanziaria globale nel 2008. Secondo i sostenitori di questa tesi – puntualmente rispolverata da funzionari del Tesoro americano e alcuni loro omologhi europei – pur potendo fare qualcosa di più in termini di attuazione delle riforme, le nostre banche e altre società finanziarie sono già diventate molto più sicure. Una crisi come quella del 2008, pertanto, non potrà ripetersi tanto presto. 


La seconda, invece, sostiene che siamo ben lontani dalla realizzazione dei cambiamenti radicali di cui abbiamo bisogno. Peggio ancora, su almeno un punto chiave, l'espressione utilizzata da politici e giornalisti illustri per descrivere lo stato della finanza è “a pezzi”. 


Si tratta di questioni complesse, con mille sfumature, ma molto di ciò che divide le due fazioni in questo dibattito può ridursi al seguente interrogativo: è accettabile dire che le banche "detengono" capitale?