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Il momento di Sarkozy

LONDRA – Poco più di tre anni fa, esattamente nel pieno della crisi finanziaria, ho pubblicato una guida sul sistema internazionale di regolamentazione finanziaria, Global financial regulation:The essential guide. Questa guida descriveva un’elaborata ragnatela di commissioni, consigli e agenzie con responsabilità sovrapposte, soci non rappresentativi e poteri di controllo inadeguati – un sistema che è cresciuto nei decenni, senza la mano di un architetto o di un’autorità centrale in grado di promuovere standard coerenti per la regolamentazione globale.

Dopo tutto ciò che è accaduto nei successivi anni, spesi a dimostrare i pericoli derivanti da tali errori, e considerata la pletora di summit e conferenze, una guida del 2008 per la regolazione finanziaria dovrebbe essere ora del tutto sorpassata. Sfortunatamente, non è così.

È vero che alcune cose sono migliorate. Il G7, in cima alla piramide del potere, fu obbligato a dar vita al G20, facendo annettere al gruppo decisionale paesi come Cina e India, rendendoli partner a tutti gli effetti. Di conseguenza, i summit del G20 sono diventati più farraginosi, ma ciò riflette semplicemente la realtà dell’attuale spostamento di potere economico da Ovest a Est.

È inutile far finta che questo passaggio non stia avvenendo, o che gli standard stabiliti a New York e a Londra vengano seguiti pedissequamente a Mumbai e Pechino se la Cina e l’India non saranno coinvolte nel processo. Bisogna quindi accettare il ruolo fondamentale del G20.