Renminbi

Il renminbi continua la sua ascesa

LONDRA – Per il premio Nobel Robert Mundell “i grandi stati hanno grandi monete”. La Cina, del cui governo Mundell è stato a lungo consigliere, ha ben recepito questo concetto e ha condotto una campagna di persuasione nei confronti del Fondo Monetario Internazionale per includere il renminbi nel paniere di monete che determinano il valore dei diritti speciali di prelievo (DSP), la valuta di riserva del Fondo. E alla fine di un complesso processo di valutazione tecnica, il renminbi è stato incluso, e la Cina ha incassato un enorme voto di fiducia e l’implicito riconoscimento della sua capacità di svolgere un ruolo importante nel sistema monetario e finanziario internazionale.

Molti, in particolare coloro che operano nei mercati finanziari, hanno accolto la decisione del Fondo con scetticismo. Ha senso includere il renminbi nello stesso paniere e quindi metterlo sullo stesso piano, all’interno del sistema monetario internazionale, del dollaro, dell’euro, della sterlina e dello yen?

Indubbiamente la Cina ha fatto molti passi avanti in un arco temporale relativamente ridotto. Dal 2009 la percentuale degli scambi internazionali i cui pagamenti avvengono in renminbi è cresciuta da meno dell’1% a più del 20%. E il renminbi è quarto nella classifica delle monete maggiormente utilizzate per i pagamenti internazionali.

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