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Il capitalismo post-Covid

GINEVRA – Nessun evento dalla fine della Seconda Guerra mondiale ha avuto un impatto globale tanto profondo quanto il Covid-19. La pandemia ha innescato una crisi economica e sanitaria come non si vedeva da generazioni e ha inasprito problemi sistematici come la disuguaglianza e l’oltranzismo delle grandi potenze.

L’unica risposta accettabile a una crisi di questo genere è attuare un “Grande Reset” delle nostre economie, ma anche della politica e della società. Di fatto, questo è il momento di rivalutare i concetti sacri del sistema pre-pandemia, ma anche di difendere alcuni antichi valori. Il compito che ci attende è di preservare le conquiste fatte negli ultimi 75 anni in una forma più sostenibile.

Nei decenni dopo la Seconda guerra mondiale il mondo ha compiuto grandi passi per sradicare la povertà, ridurre la mortalità infantile, aumentare l’aspettativa di vita e migliorare i tassi di alfabetismo. Oggi, la cooperazione internazionale e il commercio, che hanno spinto il miglioramento postbellico in queste e in altre misure di progresso umano, devono essere mantenuti e difesi dal rinnovato scetticismo circa i loro meriti.

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