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Anno nuovo, vecchia crisi

DAVOS – Le misure introdotte lo scorso dicembre dalla Banca centrale europea, in particolare l’operazione Ltro (Long term refinancing operation), un finanziamento agevolato a tre anni, hanno dato un po’ di respiro ai problemi di liquidità delle banche europee, ma non hanno alleviato le difficoltà di finanziamento degli Stati membri fortemente indebitati. Dal momento che i premi ad alto rischio sui titoli di Stato hanno messo in pericolo l’adeguatezza patrimoniale delle banche, una soluzione intermedia non basta.

La soluzione che è stata avanzata relega metà Eurozona allo status di Paesi del Terzo Mondo che hanno contratto ingenti debiti in valuta estera. Al posto del Fondo monetario internazionale, la Germania ha preso la situazione in mano e ha imposto a questi Paesi una dura disciplina fiscale. Questo scenario non farà che generare tensioni politiche ed economiche che potrebbero distruggere l’Unione europea.

Ho personalmente proposto un piano che consentirebbe a Spagna e Italia di rifinanziare il proprio debito emettendo buoni del Tesoro a un tasso dell’1%. Il progetto è intitolato alla memoria del mio amico Tommaso Padoa-Schioppa, il quale, in veste di governatore della banca d’Italia negli anni 90, ha contribuito a stabilizzare le finanze del suo Paese. Il piano è piuttosto complicato, ma legalmente e tecnicamente valido. Lo descrivo in dettaglio nel mio nuovo libro Financial Turmoil in Europe and the United States.

Le autorità europee hanno rifiutato il mio piano a favore dell’operazione Ltro. La differenza tra i due schemi è che il mio fornirebbe un sollievo immediato all’Italia e alla Spagna. Ltro consente invece alle banche italiane e spagnole di intraprendere un arbitraggio molto proficuo e praticamente privo di rischi, ma mantiene i titoli di Stato sull’orlo del precipizio – sebbene gli ultimi giorni abbiano portato un certo sollievo.