Brexit Dan Kitwood/Getty Images

La sinistra giusta per l’Europa

ATENE – Il referendum del Regno Unito sull’uscita o meno dall’Unione europea ha creato degli strani riavvicinamenti e degli scontri ancora più peculiari. In seguito ai conflitti interni dei Tories, lo scisma  dei conservatori ha attirato molta attenzione, ma un divario simile (per fortuna più civile) si è verificato anche dalla mia parte, ovvero la sinistra.

Dopo aver condotto la mia campagna contro l’uscita dall’UE per diversi mesi in Inghilterra, Galles, Irlanda del Nord e Scozia, è stato inevitabile aver attirato critiche da parte dei sostenitori di sinistra della “Brexit” , o “Lexit” come è poi stata ribattezzata.

I sostenitori della “Lexit” hanno rifiutato l’appello da parte del DiEM25 (il Movimento per la democrazia in Europa lanciato a Berlino a febbraio) per la creazione di un movimento paneuropeo volto a cambiare l’UE dall’interno, sostenendo che il ripristino di una politica progressista comporti necessariamente l’uscita da un’UE incorregibilmente neoliberale. La sinistra aveva evidentemente bisogno del dibattito che è nato di conseguenza. 

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