18

La morte dell'inflazione è un'esagerazione

CAMBRIDGE – L'epoca dell'inflazione elevata è finita per sempre? In un mondo caratterizzato da crescita lenta, forte indebitamento ed enormi pressioni distributive, chiedersi se l'inflazione sia morta o solo dormiente è importante. È vero, alcuni miglioramenti istituzionali a livello di banche centrali hanno eretto imponenti barriere contro l'aumento dell'inflazione, ma buona parte della credibilità di una banca centrale deriva, in ultima analisi, dal più ampio contesto macroeconomico in cui si trova a operare.

Nella prima metà degli anni '90, l'inflazione annua ha raggiunto una media del 40% in Africa, del 230% in America Latina e del 360% nelle economie di transizione dell'Europa dell'Est. All'inizio degli anni '80, invece, l'inflazione delle economie avanzate si aggirava intorno al 10%. Oggi, l'inflazione elevata sembra un'ipotesi così remota che molti analisti la considerano alla stregua di una curiosità intellettuale.

Ma così facendo sbagliano. A prescindere da quanto le banche centrali vogliano far passare il livello d'inflazione per una mera decisione tecnocratica, esso è fondamentalmente una scelta sociale. E alcune delle pressioni che hanno contribuito a contenere l'inflazione negli ultimi vent'anni si sono allentate.

Negli anni precedenti la crisi finanziaria, la crescente globalizzazione e il progresso tecnologico hanno reso molto più facile per le banche centrali promuovere una crescita solida mantenendo l'inflazione a livelli contenuti. Le cose, però, erano ben diverse negli anni '70, quando una produttività stagnante e l'aumento dei prezzi delle materie prime trasformarono i banchieri centrali in capri espiatori, non eroi.