28

Il Fondo Monetario Internazionale va messo da parte

BRUSSELS – Si apre il sipario su un altro atto del dramma del debito greco. I ministri delle finanze dell’Eurozona e il Fondo Monetario Internazionale hanno raggiunto un accordo con la Grecia per garantire al Paese 10,3 miliardi di euro (11,6 miliardi di dollari) in fondi di salvataggio. La Grecia, da parte sua, ha accettato di dare il via a un altro piano di austerity e riforme strutturali.

Fino a poco tempo fa, l’Fmi sosteneva che avrebbe partecipato al prossimo programma di salvataggio della Grecia solo se avesse ritenuto sostenibile il debito greco. In base all’ultima analisi sulla sostenibilità del debito da parte dell’Fmi, non è questo il caso. La Germania, tuttavia, premeva affinché il Fondo Monetario restasse nella squadra – e, con l’ultimo accordo, sembra aver avuto la meglio, garantendo in cambio la concessione di nuovi aiuti.

Il giocò però potrebbe non valere la candela. Infatti, sarebbe stato meglio lasciare il Fondo Monetario fuori, per due ragioni. Primo, la valutazione della sostenibilità del debito greco da parte dell’Fmi è minata da un profondo conflitto di interessi. Secondo, e più importante, i crediti dell’Fmi sono troppo onerosi.

In una normale procedura di salvataggio, il Fondo agisce in qualità di giudice imparziale della sostenibilità del debito del Paese colpito; successivamente, se sceglie di diventare prestatore, può rivelarsi l’ultima spiaggia. È ciò che è accaduto nel 2010, quando il settore privato voleva fuggire dalla Grecia e si è così abbattuta una crisi sistemica.