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Wall Street alla Presidenza?

WASHINGTON, DC – Mancano ancora quasi due anni alle elezioni presidenziali americane ed alcuni candidati sono già ufficialmente in corsa. Tuttavia, sia i democratici che i repubblicani non sono ancora riusciti a capire cosa può attirare gli elettori alle prossime primarie di entrambi i partiti e cosa potrebbe funzionare con l’elettorato alle elezioni di novembre 2016.

Il contrasto all’interno dei due partiti in questo momento è impressionante. I potenziali candidati repubblicani litigano fra di loro praticamente su tutto, dall’economia alle questioni sociali, ed è difficile capire quali idee e quali argomentazioni finiranno per spuntarla. I democratici, per contro, si trovano d’accordo sulla maggior parte delle questioni ad eccezione della riforma fiscale e del potere delle grandi banche.

Il disaccordo interno dei democratici su questa questione è evidente se si paragonano le tre proposte principali per la lotta alla disuguaglianza del reddito che il partito ed i suoi alleati hanno presentato nelle ultime settimane. Ci sono delle differenze minime tra le proposte del Presidente Barack Obama (presentate con il budget e nel discorso dello Stato dell’Unione), quelle suggerite in un rapporto di alto profilo dal Centro per il progresso Americano, e le idee avanzate da Chris Van Hollen membro influente del Congresso. (Van Hollen suggerisce, ad esempio, una maggiore redistribuzione della ricchezza con un prelievo dalle persone con redditi più elevati al fine di compensare un taglio maggiore delle imposte sulla classe media.)

Alla luce di quest’unità programmatica, la differenza di opinione tra i principali esponenti dei democratici su Wall Street, sia sui dettagli della riforma finanziaria Dodd-Frank del 2010 che su altri aspetti più ampi, risalta in modo evidente.