Paul Lachine

Gli aggiustamenti del Dragone

BAHRAIN – Gli osservatori sono in attesa di vedere se la Cina ha organizzato un atterraggio morbido, per raffreddare un’economia surriscaldata e raggiungere un tasso di crescita più sostenibile, o se invece si schianterà a terra, come è accaduto sinora ad altri Paesi vicini. Ma alcuni, soprattutto i politici americani in questo anno di elezioni presidenziali, si concentrano su un solo punto: la bilancia commerciale cinese.

Vero è che non molto tempo fa il renminbi era seriamente sottovalutato, e i surplus commerciali della Cina erano ingenti. La situazione sta cambiando. L’economia cinese è sottoposta a delle forze di aggiustamento, quindi anche le percezioni estere devono essere aggiustate di conseguenza.

Il surplus commerciale cinese ha raggiunto il picco dei 300 miliardi di dollari nel 2008, e da allora è in calo. (In effetti, i dati ufficiali hanno indicato un deficit da 31 miliardi di dollari in febbraio, il più alto dal 1998). È chiaro quanto successo. Da quando la Cina si è ricongiunta con l’economia globale tre decenni fa, i suoi partner commerciali non si sono lasciati sfuggire le esportazioni di prodotti cinesi, dal momento che i ridotti salari cinesi li rendevano supercompetitivi. Ma, negli ultimi anni, i prezzi relativi hanno subito un aggiustamento.

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