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Riforma del modello di crescita cinese

MILANO – La Cina è pronta a iniziare la sua transizione da paese a reddito medio a paese sviluppato. Sono poche le economie (cinque per essere precisi e tutte in Asia: Giappone, Corea del Sud, Taiwan, Hong Kong e Singapore) che sono riuscite a fare questo passaggio con successo mantenendo un tasso elevato di crescita. Nessun paese con la stessa grandezza e lo stesso grado di diversità della Cina vi è mai riuscito.

Il dodicesimo piano quinquennale della Cina, adottato il mese scorso, definisce le linee guida da seguire. Non si tratta tuttavia di un piano vero e proprio, ma piuttosto di una serie di priorità politiche interconnesse a sostegno dello sviluppo strutturale dell’economia, e quindi del mantenimento di una crescita rapida, durante il periodo di implementazione del piano e oltre.

Sono molti quindi gli elementi in gioco sia a livello interno che esterno. Al momento, la crescita delle economie emergenti mondiali dipende dalla Cina, principale partner di esportazione per un numero crescente di economie importanti tra cui il Giappone, la Corea del Sud, l’India ed il Brasile.

Esistono almeno cinque aspetti interconnessi del processo di transizione all’interno del nuovo piano quinquennale cinese che implicano: