Pedro Molina

Possiamo regolamentare il rischio sistemico?

MILANO – Negli ultimi due anni, due pericolosi episodi di instabilità finanziaria e cambiamenti improvvisi nelle dinamiche di mercato hanno colpito l’economia mondiale. Altri potrebbero seguire, dato che l’economia globale è sbilanciata sotto molti aspetti mentre esce gradualmente dalla crisi, specialmente in termini di debito sovrano e di struttura della domanda globale.

I rischi sistemici spingono la maggior parte delle crisi e per diverse ragioni lanciano una sfida. Innanzitutto, non sono semplici da rilevare con sicurezza e sono persino più difficili da provare. In secondo luogo, prevedere l’esatto punto di rottura (quando le bolle scoppiano, i mercati si bloccano e il credito si congela) è, e probabilmente sarà sempre, oltre le nostre capacità. Infine, le crisi sono eventi altamente non lineari, ovvero avvengono senza molto preavviso.

Periodici scoppi di instabilità impongono elevati costi sociali a quei soggetti che meno avevano a che fare con tutto ciò. Se ripetuto, questo modello potrebbe minare la fiducia nei mercati finanziari e negli enti di vigilanza, e questo potrebbe comportare una pesante regolamentazione, l’espansione dello stato ed un ridimensionamento della globalizzazione.

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