La verità sul renminbi

NEW YORK – Per sette anni gli Stati Uniti hanno lasciato che la loro fissazione sul tasso di cambio del renminbi distogliesse l’attenzione da questioni ben più importanti nella loro relazione economica con la Cina. Il prossimo round del Dialogo Strategico ed Economico fra Usa e Cina rappresenta un’eccellente occasione per esaminare e rivedere le priorità dell’America.

Sin dal 2005 il Congresso americano ha più volte cercato una normativa tesa a difendere i lavoratori americani sotto pressione dalla presunta minaccia di una valuta cinese troppo bassa. Il supporto bipartisan per un provvedimento di questo genere è sopraggiunto quando i senatori Charles Schumer (un democratico liberale di New York) e Lindsey Graham (un repubblicano conservatore della Carolina del Sud) hanno introdotto il primo disegno di legge sulla moneta cinese.

L’argomentazione a favore di un’azione legislativa è alquanto semplice: il deficit commerciale americano registra una media record del 4,4% del Pil dal 2005, dove la Cina rappresenta il 35% dell’ammanco, presumibilmente dovuto alla sua manipolazione valutaria. I cinesi – insiste un’ampia coalizione di politici, businessmen ed economisti accademici – devono rivalutare la propria moneta o andranno incontro a delle sanzioni.

To continue reading, please log in or enter your email address.

To read this article from our archive, please log in or register now. After entering your email, you'll have access to two free articles from our archive every month. For unlimited access to Project Syndicate, subscribe now.

required

By proceeding, you agree to our Terms of Service and Privacy Policy, which describes the personal data we collect and how we use it.

Log in

http://prosyn.org/mMKS6LI/it;

Cookies and Privacy

We use cookies to improve your experience on our website. To find out more, read our updated cookie policy and privacy policy.