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L’Altro 30% dell’America

NEW HAVEN – Il consumatore americano è solo l’ombra del consumatore onnipotente che è stato. Negli Stati Uniti, il consumo personale è cresciuto ad un tasso annuo di solo 1.5% in termini reali (al netto dell’inflazione), nel secondo trimestre del 2012 – e non si è trattato di un’anomalia. Purtroppo, continua un percorso di debolezza che è stato evidente dall’inizio del 2008.

Nel corso degli ultimi 18 trimestri, la crescita annua della domanda di consumo reale è stata in media solo il 0.7%, rispetto ad un trend di crescita del 3.6% nel decennio precedente allo scoppio della crisi. Mai prima d’ora il consumatore è stato così debole, così a lungo.

La causa non è un segreto. I consumatori hanno puntato in modo smisurato su due bolle speculative – quella immobiliare e quella creditizia. Sconsiderate politiche monetarie e di regolamentazione hanno trasformato l’umile dimora in un bancomat, permettendo alle famiglie di estrarre dollari da bolle e vivere al di sopra dei propri mezzi.

Entrambe le bolle sono scoppiate da tempo, e le famiglie americane sono ora alle prese con la devastazione finanziaria del dopo- bolla – e cioè, attività sommerse, debito elevato a livelli da record, e profonda carenza di risparmio. Al tempo stesso, una disoccupazione estremamente elevata e una crescita del reddito sotto la media si sono combinati per stringere il cappio su consumatori sovraesposti.