Wednesday, September 3, 2014
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La politica americana da terzo mondo

CAMBRIDGE – Con le elezioni presidenziali al termine, gli Stati Uniti possono finalmente prendersi un attimo di respiro dalla campagna elettorale, almeno per un po’ di tempo. Resta però una domanda scomoda: come è possibile che il paese più potente del mondo e la più antica democrazia continua esibiscano un discorso politico più reminiscente di uno stato africano fallito?

Forse è una valutazione troppo dura per le nascenti democrazie africane. Se pensate che esagero, non state prestando la giusta attenzione. Il compiacere i gruppi estremisti, il rifiuto della scienza, le chiare bugie e distorsioni e l’evasione delle vere tematiche che hanno caratterizzato il più recente ciclo di elezioni hanno fissato un nuovo minimo storico per la politica democratica.

Senza dubbio i peggiori trasgressori sono i repubblicani americani, i cui leader sono in qualche modo rimasti incantati dalle idee ritenute inaccettabili in altri Paesi avanzati. Delle decine di candidati del partito alle presidenziali, solo due (Mitt Romney e Jon Huntsman) si sono rifiutati di respingere le prove scientifiche sul riscaldamento globale e alle sue cause umane. Ma, quando si è andati sull’argomento, Romney si è sentito abbastanza a disagio per la sua posizione da esitare.

Anche la teoria darwiniana dell’evoluzione è stata a lungo un argomento tabù tra i repubblicani. Rick Perry, governatore del Texas e ex favorito nelle primarie repubblicane, l’hanno denominata solo una teoria come le altre mentre Romney stesso ha dovuto sostenere che è coerente con il reazionismo – l’idea che una forza intelligente abbia concepito e realizzato l’universo.

In modo analogo, se esiste un’idea arcaica di economia, sembra essere quella di un necessario ritorno degli Usa al Gold Standard. Eppure, anche questa idea ha un forte supporto all’interno del Partito repubblicano – guidato da Ron Paul, un altro candidato del partito per la nomina alla presidenza. Nessun si è sorpreso quando la piattaforma del partito ha dato il via libera al Gold Standard nella convention di agosto.

Gran parte dei non americani trova assurdo che nè Romney nè Barack Obama abbiano sostenuto leggi più severe sul controllo delle armi (con Obama che fa un’eccezione solo per le armi d’assalto come AK-47), in un Paese in cui talvolta è più semplice comprare armi che votare. La maggior parte degli europei non riesce a capire come, in un Paese civilizzato, entrambi i candidati possano essere favorevoli alla pena di morte. Per non parlare del dibattito sull’aborto.

Il candidato Romney è stato così intimorito dall’ossessione del suo partito per una riduzione delle tasse da non presentare alcun budget che quadrasse. È toccato ai suoi sostenitori spiegare, come scrive The Economist, che si è trattato di “assurdità necessarie, architettate per persuadere i fanatici che votano alle primarie repubblicane”.

Obama, dal canto suo, si è guadagnato il favore dei nazionalisti economici attaccando Romney e chiamandolo “pionere dell’outsourcing” e “capo outsourcer” – come se l’outsourcing fosse dannoso, potesse essere fermato, o Obama stesso avesse fatto molto per scoraggiarlo.

Sono stati così dilaganti gli equivoci, le verità non dette e le vere e proprie bugie da entrambi i fronti che molti giornali e gruppi non-partisan hanno pubblicato costantemente le liste delle effettive distorsioni. Una delle più note, FactCheck.org, un’iniziativa dell’Annenberg Public Policy Center dell’Università della Pennsylvania, ha confessato che questa campagna li ha tenuti eccezionalmente occupati.

Tra gli esempi più notevoli rientrano le dichiarazioni di Obama rispetto al progetto di Romney di aumentare le tasse di 2.000 dollari sui contribuenti con reddito medio e/o tagliare le tasse di 5 trilioni di dollari, e il fatto che Romney ha sostenuto una legge per limitare “tutti gli aborti, anche nei casi di stupro e incesto”, Romney si è spinto oltre, affermando che Obama ha pianificato di aumentare le tasse di 4.000 dollari sui contribuenti con reddito medio; che Obama ha pianificato “di distruggere la riforma del welfare abbassando i requisiti di lavoro”; e che Chrysler, salvata dall’amministrazione Obama, stava spostando tutta la produzione di Jeep in Cina.

Nessuna di queste dichiarazioni era vera. 

“Si è trattato di una tipologia di campagna”, scrivono gli analisti di FactCheck.org, “che dall’inizio alla fine è stata ricca di attacchi e contrattacchi ingannevoli e dichiarazioni dubbie”. 

Nel frattempo, nel corso di tre dibattici televisivi per le presidenziali e di un dibattito per la vice-presidenza, i cambiamenti climatici, l’argomento cruciale dei nostri tempi e il problema più serio cui deve far fronte il nostro pianeta, non è stato menzionato nemmeno una volta.

Si possono trarre due possibili conclusioni dalle elezioni americane. La prima è che gli Usa alla fine troveranno la rovina per la scarsa qualità dei discorsi democratici, e che si tratta solo dell’inizio di un inevitabile declino. I sintomi ci sono tutti, anche se la malattia non ha ancora intaccato tutto il corpo.

L’altra possibilità è che ciò che viene detto e fatto durante un’elezione non incide sulla salute della politica. Le campagne rappresentano sempre un momento di populismo povero e di deferenza nei confronti dei fondamentalisti monotematici. Forse ciò che conta davvero è cosa accadrà una volta insediatosi il nuovo candidato: la qualità dei controlli e degli equilibri entro cui opera, i consigli offerti, le decisioni prese e infine le politiche perseguite.

Ma se le elezioni americane non sono altro che intrattenimento, perché viene speso così tanto denaro a tal scopo e perché così tante persone si indignano? La risposta potrebbe essere che il risultato sarebbe peggiore se così non ciò non accadesse?

Per parafrasare Winston Churchill, le elezioni sono il modo peggiore di selezionare un leader politico, eccetto tutti gli altri metodi che sono stati provati – e da nessun’altra parte in maniera così massiccia come in America.

Traduzione di Simona Polverino

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  1. CommentedCarol Maczinsky

    For an educated politician it seems irrelevant what people think about Darwinism. It only undermines their credibility and demands flexibility. Actually there are places in the world where elections are less worse and the excesses of American political entertainment would be unthinkable. But certainly there citizens do not elect politicians into office who robo kill individuals in other nations with drones. Their politicians also don't talk moral values and national ideas, like wet African dictators, but they do their duty. Thank's god their nations are not deceasing world powers but functional states.

  2. Portrait of Fernando Giuliano

    CommentedFernando Giuliano

    I think the problem is not limited to cheap campaign populism. The stubborn Congress gridlock has been going on for two years and there's no end in sight. I think what is going on in the US is a good reminder that "good institutions" are to a large extent endogenous. All it took for good institutions to look more like third-world ones was a huge financial crisis with persistent economic effects. Just like the ones third world countries are too used to witnessing.

  3. Commentedjames durante

    Rodrik appears to accept the the premise that the USA is supposed to be, in some way, a "democracy." The Constitution centralized economic and political power in the federal government and set up a whole host of barriers to democratic governance. As the wealthy, Constitutional framer Governeur Morris put it, "the evils experienced under the Articles of Confederation resulted from an excess of democracy." Or, as Hamilton opined, "the masses are asses."

    So a Roman style Republic was fashioned that would secure aristocratic rule in the Senate, separate the executive from the people via the electoral college, and confine the House to the fewest powers and shortest terms.
    Strict voting requirements would prevent the rabble from participating.

    Now much has been amended so new barriers to "people power" have become necessary. Total corporate control over media, unlimited corporate spending, a lobbying industry that freezes out anyone without serious money, etc.

    The elections do not live up to democratic ideals because we don't have democratic ideals. The purpose of the state is to secure unequal distribution of wealth and power. It does a reasonably good job of it (as it did in Rome until the inevitable collapse).

  4. CommentedWilliam Wallace

    The ugliness of politics, including the outright lies and zesty mudslinging, is nothing new to US politics. What is new and has been transforming democracy everywhere is the incorporation of new media, starting with television.

    Far from pondering written positions published in the local papers in order to deliberate over issues and candidates, we now have to decide who is the cutest on TV, has the catchiest sound-bites, or convinces us more in an emotionally laden mini-movie called a campaign ad. Couple all that with an internet that, unlike newspapers of old, will allow any crackpot viewpoint to be published and gain the traction it otherwise would never have had.

    Just like misery, opinions love like-minded company, especially those opinions that are least thought out. The internet is making 99% of us "more stupider."

  5. Commentedlt lee

    "To paraphrase Winston Churchill, elections are the worst way to select a political leader, save for all other methods that have been tried – and nowhere more so than in America."
    I find it odd that people has to quote Churchill who is not any kind of god to reassure himself and the readers that western democracy is a better system.

  6. CommentedDuncan Green

    Hmmm. Oldest continuous democracy? US women got the vote in 1920, New Zealand women in 1893. Then there's Jim Crow, Native Americans, and what's still going on in Florida and elsewhere.....

  7. CommentedProcyon Mukherjee

    Rodrik is right in his analysis of what characterizes the system of constant denial of the glaring symptoms of a stark reality, which must be abhorred in such a manner that the unreal is believed by a whopping majority; this needs a constant whipping of misleading information that could be backed by theory as well. This whole ensemble resembles the wrong corporatization of the process, which is single minded in its pursuit of exceeding its objectives, at whatever costs. It also shows that for any victory, it could well mean the loss for democracy or vice versa, as margins are determined not by sheer might of the policy choices, but much more frills that is engineered through careful investment in the public square.

    Procyon Mukherjee

  8. CommentedZsolt Hermann

    Although everything the article is saying is true, we should not single out the Americans.
    The same sleepwalking is present everywhere we look from Europe to China, from Australia to Russia or the Middle East.
    And it all stems from the present human system which fails miserably on two counts.
    One hand we still remain as fragmented and polarized as ever, looking at everything in an angular, black and white fashion, enemy/friend, terrorist/freedom fighter, north/south, west/east, developed/ developing, communist/capitalist, conservative/liberal, stimulus/austerity and so on.
    In the meantime the world has become round, global and interconnected, we all overlap on so many levels that there is no way of separating nations or even individuals from each other in terms of influence and dependency.
    On the other hand we still stubbornly keep on pushing the constant quantitative growth economy despite all the clear signs that it has become self destructive, destroying individuals, nations and whole globe with it.
    When people are faced with such a distortion in between the external reality and the dreamlike system they imagine they live in they have no other option but to behave in an illogical, illusory sometimes ridiculous way to justify why they keep on doing the same unreasonable, stupid and downright destructive things.
    Any new state is a new opportunity to look into the mirror and finally start taking the present existential conditions seriously, and start adapting to them.
    I agree with the article that after this US election campaign, and in general how people handle the crisis, it is very doubtful if America and the rest of the world is ready for such a self examination and self adjustment.
    Unfortunately if we do not do it willingly, consciously then very unpredictable and volatile events would force us to do the same as the system with its absolute natural laws is not going to change, only we can change.

  9. CommentedPeter Thom

    The Romney economic plan specifically called for a 20% across the board tax reduction. The Tax Policy Center estimated this would amount to approximately $4.7 trillion. So what are you saying? Obama exaggerated by rounding up?

  10. CommentedMarc Freed

    While walking to vote yesterday it occurred to me that New York, which has 21 elected represetatives in Dc, has over 200 professional athletes (not counting the football players who play in New Jersey). So at a very simplisitic level, I am about 10x more likely to have a random encounter with New York Yankee than I am to meet any of my state's members of Congress. While I would much rather meet any Yankee than any member of Congress, this did not strike me as a particularly healthy measure of democracy.

    Perhaps, to the list of long-term remedies for our political malaise we ought to add the idea of increasing the number of our Congressional representatives by a factor of 3 or 4. Increasing the size of our Congressional delegations to reduce the number of people each one represents would enable more people to beome engaged in the political process. More importantly, it would make it less attractive for wealthy activists to donate vast sums to congressional candidates whose votes mattered only 1/3 or 1/4 as much as they do now.

    Only a live experiment would tell us if such a change would raise the level of our political discourse, but other democracies with lower ratios of voters to elected officials do not seem to suffer as many non-sensical arguments as we do.

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