Come combattere il terrorismo jihadista

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NEW YORK – Le società aperte sono sempre a rischio, e questo oggi vale in particolare per quelle americana ed europea, visti gli attentati terroristici compiuti a Parigi e altrove, nonché il modo in cui l’America e l’Europa, soprattutto la Francia, hanno reagito ad essi.

I terroristi jihadisti, come lo Stato Islamico (Isis) e Al Qaeda, hanno scoperto il tallone di Achille delle nostre società occidentali, che è la paura della morte. Alimentando tale paura con orribili attentati e macabri video, i promotori dell’Isis la istigano e amplificano inducendo cittadini di società finora aperte, altrimenti razionali, ad allontanarsi dalla ragione.

Gli scienziati che studiano il funzionamento del cervello hanno scoperto che l’emozione è una componente essenziale del ragionamento umano. Questa scoperta spiega perché il terrorismo jihadista rappresenta una minaccia così potente per le nostre società: la paura della morte spinge noi e i nostri leader a pensare, e quindi a comportarci, in modo irrazionale. 

La scienza ha semplicemente confermato quello che l’esperienza dice da tempo: quando temiamo per la nostra vita, le emozioni s’impadroniscono dei nostri pensieri e delle nostre azioni rendendo difficile ragionare lucidamente. La paura attiva una parte del cervello più primitiva di quella che formula e sostiene i valori e principi astratti della società aperta.