Project Syndicate

The Year Ahead 2018

Un anno di rinnovati impegni per il clima

PARIGI – Per quella parte, sempre maggiore, di popolazione mondiale consapevole della minaccia che rappresenta il cambiamento climatico per la propria esistenza, l’inizio del 2017 è stato accompagnato da una certa trepidazione. In realtà, un’ansia collettiva era già palpabile alla Conferenza dell’Onu sul cambiamento climatico tenutasi a Marrakech nel 2016, il cui inizio è coinciso con l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. 

All’epoca, fioccavano congetture su quello che l’elezione di Trump avrebbe significato per gli Usa e per il mondo intero. L’unica cosa abbastanza certa era che avrebbe inciso negativamente sull’impegno formale assunto dall’America nel ridurre le emissioni di gas serra e contrastare gli effetti dannosi del cambiamento climatico. 

Nel corso del 2017, sono cominciate ad arrivare alcune risposte alle domande su ciò che un’amministrazione Trump poteva implicare. Ciò che è emerso è che, se da un lato la posizione di Trump è certamente la più potente a livello mondiale per ordinare un attacco militare, dall’altro il suo potere di negare il consenso scientifico sul cambiamento climatico, nonché di opporsi alla transizione globale verso un’economia green, è piuttosto limitato. 

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