Crisi del debito in vista per gli Stati Uniti?

WASHINGTON– John Boehner, presidente della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, è a capo delle critiche mosse dal partito repubblicano contro la politica fiscale statale, sostenute da una richiesta di taglio alla spesa pubblica pari a “trilioni di dollari” in cambio dell’approvazione di un aumento del tetto del deficit del debito pubblico statunitense da parte del Congresso. Ponendo la questione in questi termini, Boehner potrebbe tuttavia arenarsi in un problema non indifferente finendo, rapidamente, per inimicarsi uno degli elettorati più importanti dei Repubblicani, ovvero il settore aziendale statunitense.

Focalizzandosi sul tetto del debito, Boehner ed i repubblicani si stanno creando da soli una trappola di natura politica. Infatti, se da un lato è vero che la capacità di contrarre prestiti da parte del Tesoro statunitense raggiungerà il limite legale autorizzato all’inizio di agosto, dall’altra parte è anche vero che a seguito delle accuse repubblicane nei confronti della politica legata al tetto del deficit e della minaccia di non appoggiare un suo eventuale aumento, il mercato delle obbligazioni non si è affatto scomposto, così come non si è verificato alcun impatto significativo sulle rendite.

Se la minaccia dei repubblicani fosse credibile, qualsiasi indicazione di un eventuale peggioramento della problematica legata al tetto del deficit, provocherebbe una riduzione dei prezzi delle obbligazioni del Tesoro ed un aumento delle rendite. Ciò non si è verificato in quanto gli obbligazionisti non credono realmente che i repubblicani possano essere capaci di portare avanti questa politica, o addirittura di volerlo fare.

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