Skip to main content

L'impasse del quantitative easing

PITTSBURGH – In quasi tutti i periodi di ripresa che seguono una recessione si è registrata, almeno finora, una rapida crescita dell'occupazione. Sebbene le banche centrali dei Paesi avanzati abbiano perseguito una politica monetaria espansiva sulla scia della crisi economica globale nel tentativo di rilanciare la domanda, la creazione di posti di lavoro ha subito una battuta d'arresto. Di conseguenza, i lavoratori, sempre più convinti di non riuscire a trovare un impiego stabile, lasciano la forza lavoro in massa.

In nessun luogo questo fenomeno è più evidente che negli Stati Uniti, dove la Federal Reserve ha abbassato i tassi d'interesse a livelli senza precedenti e, attraverso il quantitative easing (QE), cioè l'allentamento quantitativo, ha incrementato le riserve bancarie mediante l'acquisto di asset finanziari. In tale contesto, l'inflazione - che una rapida espansione dell'offerta di moneta inevitabilmente alimenta - è rimasta contenuta, attestandosi intorno al 2%, e questo perché le banche non utilizzano le loro riserve incrementate per espandere il credito e aumentare la liquidità. Se da un lato ciò mantiene la volatilità dei prezzi sotto controllo, dall'altro ostacola la crescita dell'occupazione.

Anziché cambiare il proprio approccio, la Fed ha risposto al rallentamento della crescita dell'occupazione lanciando altri round di QE. Secondo la sua logica, se l'espansione delle riserve per oltre due trilioni non ha prodotto i risultati sperati, l'aggiunta di 85 miliardi di dollari in più al mese - un altro trilione quest'anno - potrebbe servire allo scopo.

We hope you're enjoying Project Syndicate.

To continue reading, subscribe now.

Subscribe

Get unlimited access to PS premium content, including in-depth commentaries, book reviews, exclusive interviews, On Point, the Big Picture, the PS Archive, and our annual year-ahead magazine.

https://prosyn.org/xbnKsTl/it;
  1. bildt69_DELIL SOULEIMANAFP via Getty Images_syriansoldiermissilegun Delil Souleiman/AFP/Getty Images

    Time to Bite the Bullet in Syria

    Carl Bildt

    US President Donald Trump's impulsive decision to pull American troops out of northern Syria and allow Turkey to launch a military campaign against the Kurds there has proved utterly disastrous. But a crisis was already inevitable, given the realities on the ground and the absence of a coherent US or Western policy in Syria.

    8

Cookies and Privacy

We use cookies to improve your experience on our website. To find out more, read our updated Cookie policy, Privacy policy and Terms & Conditions