Chi ha innescato le guerre valutarie?

WASHINGTON, DC – Il mondo è sull’orlo di un duro confronto sui tassi di cambio – che ora sembra toccare anche altri punti, ovvero la politica commerciale (il flirt dell’America con il protezionismo), le posizioni nei confronti dei flussi di capitale (nuove restrizioni in Brasile, Thailandia e Corea del Sud) e il sostegno collettivo alla globalizzazione economica (crescente sentimento anti-straniero quasi ovunque). Chi deve essere ritenuto colpevole di questa situazione ormai fuori controllo, e cosa succederà ora?

Solitamente ci si chiede se alcuni paesi stiano “truffando” mantenendo i propri tassi di interesse a un livello artificiosamente basso, per incentivare le proprie esportazioni e limitare le importazioni, rispetto a quanto accadrebbe se invece le loro banche centrali lasciassero fluttuare liberamente la moneta locale.

Il principale colpevole secondo questa tradizionale visione è la Cina, sebbene seguita al secondo posto dal Fondo monetario internazionale. Ma, su più vasta scala, la gravità dell’odierna situazione è principalmente ascrivibile al rifiuto da parte dell’Europa di riformare la governance economica globale, associato ad anni di cattiva gestione politica e di illusioni negli Stati Uniti.

We hope you're enjoying Project Syndicate.

To continue reading, subscribe now.

Subscribe

Get unlimited access to PS premium content, including in-depth commentaries, book reviews, exclusive interviews, On Point, the Big Picture, the PS Archive, and our annual year-ahead magazine.

http://prosyn.org/adaH5No/it;

Cookies and Privacy

We use cookies to improve your experience on our website. To find out more, read our updated cookie policy and privacy policy.