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Dove Va l’Europa?

BEIJING – Oggi che si è fortemente ridotta la probabilità di un’implosione contagiosa del debito sovrano e del fallimento delle banche europee grazie all’accordo sul debito greco ed il programma di prestiti della Banca Centrale Europea,amp#160; è il momento di guardare avanti. Dove sono diretti a questo punto l’Unione Europea, la zona euro, e i paesi dell’Unione Europea gravemente indebitati? L’Europa sarà in grado di ridimensionare gli aspetti più gravosi del suo welfare senza che le difficoltà economiche e i disagi sociali comportino la caduta dei governi e che, nei paesi periferici, vengano compromessi i già fragili accordi con i creditori?

Qualche buona notizia a livello mondiale può avere un impatto positivo sul modo di affrontare tali questioni. L’economia statunitense è in graduale ripresa, anche se lentamente per gli standard di recupero da una profonda depressione. Considerato che la Cina, il Brasile, e l’India restano dipendenti dai loro clienti europei e statunitensi, anche loro sono in una fase di rallentamento, anche se è probabile che ciò andrà a buon fine se la recessione europea sarà breve e leggera come previsto.

Dato che la produzione economica dell’UE e la sua popolazione sono maggiori di quelle degli Stati Uniti, il destino dei suoi 27 paesi riguarda tutti, da New York a Nuova Delhi, da San Paolo a Shanghai. Costituitasi originariamente come zona di libero scambio, la zona euro comprende 17 dei paesi europei. Il mettere insieme 17 economie completamente diverse, le loro culture ed istituzioni è stata un’impresa colossale, densa di pericoli.

Il trattato di Lisbona enfatizza l’unanimità nei processi decisionali. Il fatto che alcuni paesi siano membri dell’eurozona, ed altri che se ne siano tenuti fuori, oltre ai diversi interessi economici e alle differenti tradizioni monetarie e fiscali anche all’interno della stessa zona euro, rende difficile un accordo. Questo pone le basi per tre scenari, ognuno con ampie implicazioni per l’economia europea e mondiale, per il sistema finanziario e bancario, e per le relazioni tra gli stati membri e le istituzioni dell’UE.