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Così deve agire l’Ue

WASHINGTON, DC – Il voto sulla Brexit del Regno Unito è senza dubbio il peggiore disastro che abbia mai colpito l’Unione europea. Ora l’Ue deve agire in fretta, anche mettendo fine alle turbolenze post-referendum dei mercati – se vuole sopravvivere.

Il premier britannico David Cameron, avendo perso il referendum, ha fatto la cosa più ovvia annunciando le sue dimissioni. Ma a perdere è anche la Commissione europea, il cui presidente, Jean-Claude Juncker, ben poco ha fatto per modificare l’esito del voto sulla Brexit. Da quando fu presidente della Commissione Jacques Delors, dal 1985 al 1995, quella posizione non era mai stata ricoperta da un leader senza alcuna visione o peso politico. Juncker, come Cameron, dovrebbe accettare le proprie responsabilità e dimettersi. L’Ue ha nuovamente bisogno di un leader forte. Ci sono molti candidati meritevoli, io raccomando l’ex primo ministro svedese Carl Bildt.

Prima che si sollevi il polverone del post-referendum, l’Ue dovrebbe fissare un ultimatum con principi chiari e onerosi per l’uscita del Regno Unito – chiarezza per minimizzare i costi e anche severità per dissuadere i populisti di altri stati membri dall’indire referendum per uscire dall’Ue. Sensatamente, i leader della Commissione europea si sono già mossi in questa decisione annullando le concessioni fatte dall’Ue al Regno Unito a febbraio e dichiarando che “non ci saranno rinegoziazioni”.

Il Consiglio europeo, dal canto suo, ha già indetto un summit immediato. Dopo sei anni in cui ha cercato invano di risolvere la crisi finanziaria greca, l’Ue sembra finalmente capire che la sua sopravvivenza dipende da un’azione rapida e decisa.