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La presa di potere segreta delle società

NEW YORK – Gli Stati Uniti e il mondo sono impegnati in un intenso dibattito sui nuovi accordi commerciali. Tali patti un tempo si chiamavano “accordi di libero scambio”; infatti erano accordi commerciali gestiti, adattati agli interessi delle aziende, principalmente negli Stati Uniti e nell’Unione Europea. Oggi, tali accordi sono sempre più spesso considerati “partnership”,come nel Partenariato Trans-Pacifico (TPP). Ma non si tratta di partnership eque: gli Usa dettano effettivamente i termini. Fortunatamente, i “partner” dell’America stanno diventando sempre più resistenti.

Non è difficile capire il perché. Tali accordi vanno ben oltre il commercio, regolano gli investimenti e la proprietà intellettuale e impongono cambiamenti fondamentali nel quadro normativo, giudiziario e legale dei Paesi, senza il contributo o il supporto da parte delle istituzioni democratiche.

Forse la parte più odiosa – e disonesta – di tali accordi riguarda la protezione degli investitori. Naturalmente, gli investitori devono essere protetti dai governi furfanti che si impadroniscono della loro proprietà. Ma non è su questo che si basano queste disposizioni. Ci sono state davvero poche espropriazioni negli ultimi dieci anni, e gli investitori che vogliono proteggersi possono acquistare un’assicurazione dalla Multilateral Investment Guarantee Agency, una società affiliata della Banca Mondiale, mentre gli Stati Uniti e gli altri governi forniscono una simile assicurazione. Tuttavia, gli Usa richiedono misure simili nel TPP, anche se molti dei loro “partner” hanno protezioni sulla proprietà e sistemi giudiziari che sono buoni quanto i loro.

Lo scopo reale di tali misure è di ostacolare la salute, l’ambiente, la sicurezza, e, sì, anche le norme finanziarie intendono proteggere l’economia e i cittadini americani. Le società possono citare in giudizio i governi al fine di ottenere un risarcimento per un qualunque calo dei profitti stimati in futuro, derivante da cambiamenti normativi.