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Niente di nuovo sul fronte del rischio finanziario

WASHINGTON, DC – Il principale rischio finanziario che oggi affrontano gli Stati Uniti appare molto simile a quello che causò enormi problemi nel 2007-2008: grandi istituti bancari con troppi debiti e troppo poco patrimonio netto in bilancio. La scarsa armonizzazione dei regolamenti globali, per non parlare dei regolatori nazionali che a volte si addormentano al volante, aggrava questa vulnerabilità strutturale.

Si tratta di un film già visto che va a finire male e che, la prossima volta, potrebbe finire anche peggio.

Tutti i boom sono diversi, ma ogni crisi finanziaria importante ha come fulcro lo stesso problema, cioè quello delle grandi banche che finiscono nei guai e si ritrovano sull'orlo del fallimento. Quando un sistema finanziario viene scosso dalle fondamenta, la disponibilità di credito si riduce, con effetti negativi sull'economia reale. Nel nostro mondo moderno, in cui finanza ed economia sono strettamente collegate fra loro, le conseguenze possono essere particolarmente gravi, come si è visto nel 2008 e 2009. 

L’informazione più importante da sapere su qualunque sistema finanziario riguarda l’ammontare del capitale partecipante alle perdite che le grandi banche hanno in bilancio. Quando un'azienda registra delle perdite, il suo capitale azionario diminuisce di valore, e meno capitale significa un maggior rischio d'insolvenza per l'azienda.