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Accomodare la Cina è inevitabile

HONG KONG – Nel loro ultimo communiqué, i leader della NATO hanno dichiarato che la Cina presenta “sfide sistemiche all’ordine internazionale basato su regole”. La risposta della missione cinese presso l’Unione Europea è stata chiara: “Non presenteremo “sfide sistemiche” a nessuno, ma non rimarremo inermi se qualcuno ci lancerà una “sfida sistemica””. Non serve questo tipo di retorica di rappresaglia e la maggior parte della popolazione mondiale probabilmente non vuole che la situazione si inasprisca. Eppure, l’escalation diventa ogni giorno più probabile.

Ciò è in gran parte dovuto al fatto che la Cina è una delle poche aree politiche in cui il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha ampiamente sostenuto l’approccio del suo predecessore, Donald Trump: competere ferocemente, cooperare all’occorrenza e confrontarsi quando necessario. Quindi, come implica la risposta della Cina al comunicato della NATO, la Cina ha adottato la propria triplice risposta: non cercare uno scontro, non aver paura di combattere e combattere quando necessario.

La NATO non è certo l’unico forum in cui Biden sta portando avanti l’approccio degli Stati Uniti. Al recente vertice del G7 e durante il suo incontro con i leader dell’UE, Biden ha anche tentato di convincere gli alleati dell’America a formare un fronte unito contro la Cina (e la Russia).

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