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L’Europa di David Cameron

STOCCOLMA – I prossimi 18-24 mesi saranno decisivi per dare forma all’Europa dei prossimi decenni, e il Regno Unito ha già iniziato il conto alla rovescia. Rieletto con una maggioranza schiacciante – e del tutto inaspettata – nella Camera dei Comuni, il premer David Cameron ora deve usare il secondo mandato per definire un pacchetto di riforme per l’Unione europea che sia allettante per tutti gli Stati membri.

Negli ultimi anni il Regno Unito è stato preso da situazioni di minore importanza – Cameron si prostrava all’ala fanaticamente anti-europea del suo partito conservatore, se non altro per tenere a bada il partito per l’indipendenza del Regno Unito favorevole alla scissione. Ma ora che la sua autorità è stata significativamente rafforzata dalla vittoria, con l’UKIP che esce dalle elezioni come il maggior perdente, può fare un passo avanti come europeo pragmatico e impegnato qual è.

In una serie di dichiarazioni rilasciate negli ultimi anni, Cameron ha parlato di un programma di riforme europee incentrato su una maggiore competitività dell’Ue e sulla migliore trasparenza delle istituzioni. Sulla scia del revanscismo russo e dei disordini scoppiati nel Medio Oriente, se Cameron dovesse parlare oggi dei cambiamenti di cui necessita l’Europa, mi auguro intenda dare il proprio sostegno anche a politiche estere e di sicurezza comune più efficaci.

Se Cameron stabilisce un programma di riforme di questo tipo nel Consiglio europeo di giugno ed è preparato ad ascoltare oltre che a parlare, potrebbe mettere in funzione un processo in grado di generare benefici per tutta l’Europa. Poi, spetterà soprattutto al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, sotto la presidenza europea di Lussemburgo, Paesi Bassi, Slovacchia e Malta nei prossimi due anni, far avanzare un pacchetto di riforme entro l’inizio del 2017.