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Un Quantum di Felicità

DUBAI – Sono felice di partecipare alla celebrazione della Giornata Internazionale della Felicità di quest’anno. Ma, ad essere sinceri, la mia attenzione è rivolta agli altri 364 giorni dell’anno. Dopo tutto, il mio lavoro riguarda proprio la felicità.

Ci sono state una serie di iniziative e di sforzi in tutto il mondo per andare oltre il PIL ed i dati su scuole o letti d’ospedale per misurare il successo di un paese riguardo a governance e sviluppo. In un paese che ha trascorso gli ultimi cinquant’anni a costruire un’economia partendo da zero, il governo di cui faccio parte sa fin troppo bene che questi dati, pur evidenziando che il nostro sviluppo sta procedendo, non illustrano bene la situazione – e forse neppure vi si avvicinano.

 1972 Hoover Dam

Trump and the End of the West?

As the US president-elect fills his administration, the direction of American policy is coming into focus. Project Syndicate contributors interpret what’s on the horizon.

Nel 2011, le Nazioni Unite hanno invitato gli stati membri a porre maggiormente l’accento su felicità e benessere quando si lavora per raggiungere e misurare lo sviluppo sociale ed economico. Da allora, molti paesi si sono resi conto che porre la felicità al centro dei propri obiettivi di governo ha certamente senso.

Qui negli Emirati Arabi Uniti, abbiamo compreso, come sta accadendo ad altri, che occorrono standard di riferimento in materia di governance, che esprimano con precisione cosa si intende per successo. Il problema che ci poniamo non è se stiamo fornendo alla nostra gente servizi adeguati e una solida politica economica, ma se stiamo rendendo felice la nostra gente. Naturalmente, quest’ultima questione richiede il conseguimento della prima; ma significa anche andare al di là delle statistiche, per comprendere che siamo tutti individui con le nostre speranze, paure ed aspirazioni.

La felicità è una cosa seria negli Emirati Arabi Uniti, dove l’attenzione su di essa permea tutto ciò che facciamo al governo, compresi gli sforzi per incoraggiare le imprese del settore privato ad attribuirle valore nelle loro operazioni quotidiane. Questo comporta la formulazione di strategie, programmi e politiche nazionali tesi ad aumentare la felicità e, quindi, la misurazione  dei risultati raggiunti con continuità.

Ma che cosa è esattamente questo indicatore che chiamiamo felicità? Non è né un momento transitorio di piacere né una condizione costante. Si tratta di uno stato dell’essere al di là della soddisfazione, di una gioia prosperosa e totalmente avvolgente.

La felicità è sapere che tu e la tua famiglia siete al sicuro; che esistono delle opportunità per te ed i tuoi figli; e che puoi contare su un elevato grado di assistenza, dignità, ed equità all’interno della società di cui fai parte. La felicità non è qualcosa che viene conferito dall’alto; tutti dobbiamo adoperarci per realizzarla. Ma, dal mio punto di vista, il nostro ruolo nel governo è quello di creare un contesto che consenta il prosperare della felicità e di atteggiamenti positivi verso la vita.

Battute d’arresto o frustrazioni nella propria vita non implicano necessariamente una perdita di felicità, che dipende da come noi – e gli altri che ci stanno aiutando – cerchiamo di superare gli ostacoli. La felicità comporta quindi l’impegno ad aiutare gli altri, così come ad assumersi la responsabilità della propria decisione di procedere in modo costruttivo e con ottimismo. Nei miei dieci anni di lavoro nel governo, non ho incontrato personalmente nessuna situazione che non poteva essere gestita con un sorriso, un po’ di considerazione, ed un tocco di positività. La felicità è qualcosa che mi riguarda in prima persona e in cui credo con passione.

La felicità non può essere prescritta, richiesta o imposta. Essa deve essere incoraggiata ed alimentata. Richiede un cambiamento di mentalità, con particolare attenzione alla ricerca di risultati costruttivi. Viene vissuta sia a livello individuale che collettivo.

Dunque, come si procede a questo proposito negli Emirati Arabi Uniti? È ancora presto – sono in carica solo da poco più di un mese. Ma abbiamo già in vigore un piano di 100 giorni e una chiara serie di compiti davanti a noi. Abbiamo definito le linee guida per la formulazione delle politiche in ambito di governo, e abbiamo iniziato a creare strutture di coordinamento tra gli enti pubblici e per la definizione di nuovi approcci ai servizi e alla loro fornitura. Stiamo anche sviluppando parametri di riferimento e strumenti di valutazione, al fine di formulare e monitorare indicatori misurabili di performance per la felicità.

Insieme al nostro impegno per mettere la ricerca della felicità al centro della agenda nazionale, dobbiamo incoraggiare il settore privato ad unirsi a noi. In uno dei mercati del lavoro più differenziati del mondo – negli Emirati Arabi Uniti abitano persone che rappresentano fino a 200 nazionalità – al di là del sostenere adeguati quadri legislativi e normativi, dobbiamo fare in modo che gli imprenditori del nostro paese agiscano perseguendo i propri interessi in modo illuminato.

Proprio come il PIL non rappresenta l’unico indicatore di riferimento per definire il successo di un paese, il profitto da solo non è in grado di definire il successo di un’azienda. Nel nostro mondo interconnesso e sociale, dove opinioni, notizie, informazioni viaggiano alla velocità della luce, la felicità costituisce un vantaggio competitivo; anzi, è un elemento fondamentale per il brand di un’azienda.

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Noi viviamo in una zona difficile. Il Medio Oriente di solito non è associato alla felicità; a volte, le cattive notizie provenienti dalla nostra regione sembrano sovrastare quanto c’è di buono. Eppure siamo tutti spinti dal desiderio di vedere noi stessi e i nostri cari prosperare e diventare le persone migliori possibili.

Questo spirito è dentro tutti noi; e onorandolo e rafforzandolo, possiamo aspirare ad offrire pace, sicurezza, tolleranza, positività, e rispetto. Possiamo cooperare per creare un ambiente in cui le persone siano realmente in grado di prosperare ed aspirare a realizzare il loro potenziale umano. Tutti noi possiamo essere parte di una comunità, uniti dal desiderio di condividere la qualità della felicità.