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La regola aurea offuscata

BERLINO – “Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te”: si tratta di un semplice concetto logico – un modo diretto di risolvere dilemmi morali nodosi. Eppure, in un tempo in cui discernere tra giusto e sbagliato sembra essere più difficile che mai, questo classico postulato – la “Regola aurea” – sembra essere passato di moda.

L’etica della reciprocità pervade la storia umana, a partire dalle antiche civiltà in Egitto, Grecia, India e Cina. Nei secoli ha accomunato quasi tutte le grandi religioni e i filosofi, da Seneca della Roma classica  a Jean-Jacques Rousseau e John Locke, passando per Jean-Paul Sartre e John Rawls.

La Regola aurea è la base essenziale del nostro moderno concetto di diritti umani universali e forma l’emblema del moderno contratto sociale. È il punto di partenza delle nostre interazioni con gli altri all’interno delle singole comunità e a livello globale. Sottende l’ascesa dell’odierna sharing economy, esemplificata da Uber e Airbnb. Guida persino le nostre relazioni personali.

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