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Il boom di Trump?

CAMBRIDGE – Dopo anni di letargo, assisteremo nel prossimo biennio a un ritorno dell’economia americana al centro della scena mondiale? Vista l’ostinazione della nuova amministrazione repubblicana a reflazionare un’economia già prossima alla piena occupazione, l’aumento del prezzo dei beni concorrenti nell’import dopo la promessa di future restrizioni commerciali, e il possibile attacco all’indipendenza della banca centrale, un aumento dell’inflazione, anche oltre il 3%, è praticamente una certezza. E un’altra sorpresa potrebbe arrivare dalla crescita della produzione che, almeno temporaneamente, potrebbe sfiorare il 4%.      

Impossibile, dite? Niente affatto.

L’economia sta già crescendo a un ritmo stimato del 3% annuo, e persino i più fermi oppositori delle politiche economiche del neo-eletto presidente Trump sono costretti ad ammettere che esse sono fortemente pro-business (con l’importante eccezione del commercio).

Pensiamo alla regolamentazione. Sotto l’amministrazione Obama, la normativa sul lavoro si è notevolmente ampliata, per non parlare del sensibile aumento della legislazione in materia ambientale. E questo senza neanche considerare l’enorme ombra che la riforma Obamacare getta sul sistema sanitario, che da solo rappresenta il 17% dell’economia. Non sto certo dicendo che abolire le riforme dell’era Obama migliorerà il benessere dell’americano medio. Tutt’altro. Di certo, però, farà felici le imprese forse al punto da indurle a ricominciare a investire sul serio. Nell’aria si respira già un clima di maggiore fiducia.