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L’America e il mondo in transizione

NEW YORK – Tra meno di due mesi, la transizione politica americana sarà completata. Il quarantacinquesimo Presidente degli Stati Uniti si insedierà nello studio ovale e il Presidente eletto, Donald Trump, diventerà il Presidente Trump, mentre il Presidente Barack Obama si unirà a Jimmy Carter, George H. W. Bush, Bill Clinton e George W. Bush quale presidente emerito.

Le speculazioni sulla possibile politica estera e interna di Trump sono dilaganti, ma nessuna di queste è significativa. Fare campagna elettorale e governare sono infatti due attività ben distinte, e non c’è alcuna ragione per presumere che il modo in cui Trump ha condotto la sua campagna determinerà il suo approccio alle politiche di governo. Non sappiamo poi ancora chi saranno i principali consiglieri e come collaboreranno (e se lo faranno bene) tra di loro.

Ma in quest’incertezza, ci sono alcuni elementi che conosciamo. Il primo è che Trump si troverà ad affrontare una serie di sfide internazionali complesse. Di certo, nessuno di questi problemi è paragonabile al culmine della Guerra Fredda, ma il numero e la complessità delle questioni è senza precedenti nell’epoca moderna.

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