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Il fallimento delle buone intenzioni commerciali

WASHINGTON, DC – Negli Stati Uniti il dibattito sul commercio ha preso una direzione negativa. Invece di discutere del merito delle questioni, l’amministrazione Obama ha scelto di enfatizzare la necessità di avviare procedure rapide (attraverso la Trade Promotion Authority o TPA) per portare avanti le trattative sugli accordi commerciali. L’amministrazione potrà anche vincere la battaglia, ma con risultati dannosi.

L’attuale battaglia è sul contenuto del Trans-Pacific Partnership, un complesso accordo di libero scambio che coinvolge 12 paesi. Purtroppo, i provvedimenti del TTP sono segreti e non possono quindi essere discussi dall’opinione pubblica. (I membri del Congresso possono leggere il testo tecnico, vincolati da limiti di riservatezza, ma non possono descriverne i contenuti in dettaglio).

Chiunque sollevi delle preoccupazioni legittime su qualsiasi aspetto dell’accordo TPP viene immediatamente classificato come “protezionista”. La linea della Casa Bianca sostiene infatti che il TPP ridurrà le barriere imposte alle esportazioni degli USA, aumentando in tal modo i posti di lavoro e gli stipendi. In base a questa prospettiva, tutti gli altri aspetti rappresentano solo una distrazione.

In realtà il TPP non creerà molti vantaggi per le esportazioni, e per una ragione evidente. Gli Stati Uniti hanno infatti già degli accordi di limitazione delle tariffe doganali con quasi tutti i paesi partecipanti al TPP.